08 novembre 2008
WELFARE/ Anziani, emarginati e disabili «sui più deboli la scure del governo»
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Tagli alle spese sociali, il record a Firenze: 1,6 milioni. Azzerato anche il fondo dei servizi di Protezione civile
di Simona Poli
Un milione e seicentomila euro a Firenze, 1 milione e 26 mila a Prato, novecentomila euro a Livorno, 650 mila a Pisa, 917mila a Grosseto. Sono le cifre dei tagli alle spese sociali che piovono sui Comuni un mese prima della chiusura dei bilanci.
Il saldo in negativo deriva dalla drastica riduzione del Fondo sociale nazionale decisa dal governo: 300 milioni in meno da distribuire alle Regioni, per la Toscana ne mancheranno all’appello 18, dai 61 previsti si scende a 43.
L’assessore regionale alle Politiche sociali Gianni Salvadori sostiene di poterne recuperare due, ma a conti fatti ci sono sempre 16 milioni che non verranno più trasferiti dalla Regione ai Comuni per far fronte all’assistenza di anziani, minori in difficoltà, disabili, portatori di handicap, emarginati, immigrati, tossicodipendenti.
«Le fasce più deboli della popolazione sono le prime vittime di questo provvedimento», dice il direttore della Società della salute fiorentina Riccardo Poli, che entro fine novembre dovrebbe mettere a punto il documento di bilancio per far quadrare comunque le cose senza depotenziare l´offerta dei servizi. L’assessore alla Sanità di Palazzo Vecchio Graziano Cioni, del resto, di tagliare le spese non vuol nemmeno sentir parlare: «Il bilancio del Comune è tartassato su ogni fronte, dopo la batosta dell’Ici la musica non è mai cambiata, ci sono 16 milioni complessivi di tagli. Ma il sociale è un settore intoccabile, a cui destiniamo 34 milioni l’anno, e prima ancora di pensare a come risanare i conti credo che ci sia da fare una
battaglia a tutti i livelli, anche sollecitando il governo ombra del Pd».
La stessa battaglia a cui il sindaco di Pisa Marco Filippeschi invita a partecipare tutti i suoi colleghi, di ogni regione e colore politico: «I sindaci devono far sentire la loro voce, non si possono fare bilanci ingoiando bocconi indigeribili. Per Pisa, città ad altissima immigrazione, il taglio rischia di aggravare problemi sociali su cui stavamo intervenendo con progetti speciali per l’integrazione».
A Prato da due anni il Comune passava un contributi alle aziende perché formassero a nuove professioni persone che avevano perso il lavoro: «Questi soldi ora serviranno per salvare i servizi ordinari», dice l’assessore ai diritti e programmazione interventi sociali Maria Luigia Stancari, «senza contare che siamo a novembre e le risorse sono già impegnate». Il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, presidente dell’Anci toscana, si vede costretto «a rinunciare ai previsti ampliamenti di alcuni servizi per evitare tagli. Ma per l’anno prossimo», aggiunge, «mi auguro che finalmente ci sia un’ipotesi di federalismo fiscale che ci dia certezze di entrate costanti e possibilità di fare contratti». La riduzione del fondo sociale non è l’unico motivo di sconforto per i sindaci. Il governo ha azzerato il fondo dei servizi regionali di Protezione civile, 7 milioni per la Toscana. «E’ una decisione irricevibile, che mette in crisi l’intero sistema di interventi in caso di frane, alluvioni, terremoti», dice l´assessore regionale Marco Betti. «Cosa diremo a cittadini e imprese, di farsi un´assicurazione privata sulle calamità?».

