Luca Sani - Per la Maremma in Parlamento con il Partito Democratico


28 gennaio 2009

ECONOMIA/ Tremonti il conservatore

Conti Pubblici/ Internazionaliansa_14791663_01320149811940_b2071b55f1_m

logo-lavoceinfo5 di Paolo Manasse
La recessione colpisce l’America e l’Europa, ma non risparmia né l’America Latina né l’Asia, dove anche la Cina sta raggiungendo la crescita zero. Non stupisce perciò che i governi abbiano predisposto sostanziose misure a sostegno dei consumatori e delle imprese. Tutti, ma non l’Italia. A causa dell’elevato debito pubblico, recita la giustificazione ufficiale. Ma se guardiamo alla relazione tra entità della manovra e peso del debito pubblico, vediamo che anche in Italia il piano di aiuti avrebbe potuto essere quattro volte il pacchetto predisposto dal ministro dell’Economia. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


INTERROGAZIONE/ Sani chiede al Governo d’intervenire sui costi di abbonamento per i pendolari della tratta ferroviaria Grosseto-Roma

INTERROGAZIONE con risposta in Commissione
SILVIA VELO e LUCA SANI/ Al Ministro delle infrastrutture e trasporti. – Per sapere – premesso che:

in riferimento alla tratta Roma-Grosseto, fino al 31 dicembre 2008 si poteva sottoscrivere un abbonamento mensile o annuale base valido sui treni regionali e integrarlo mensilmente con una carta di ammissione ai treni intercity unidirezionale per il ritorno.  Il costo mensile in prima classe era di  152,53 euro per l’abbonamento base, più 48,50 euro per la carta di ammissione unidirezionale, per un totale di 201,03 euro. Inoltre se l’abbonamento base era annuale il costo anticipato era pari a 9 mensilità, risparmiando 457,59 euro annui. La spesa annuale totale da sostenere ammontava così a 1954,80 euro;

dal 1° gennaio 2009 tale modalità è stata soppressa e per continuare a viaggiare in abbonamento, si può sottoscrivere solo un abbonamento mensile intercity bidirezionale, chiedendo di essere ammessi sui regionali (in mancanza di tale richiesta, viaggiare su un treno di categoria inferiore verrebbe assurdamente considerato abusivo e soggetto a sanzione per viaggio senza biglietto). I costi lievitano notevolmente e per un mese si devono spendere sempre in prima classe 242,60 euro (+ 41,57 euro), mentre per un anno il costo diventa di 2911,20 euro (+ 956,40), poiché l’abbonamento annuale non è consentito e quindi non si possono più risparmiare i 457,59 euro derivanti dal pagamento annuale anticipato;
ipotizzando di passare dalla prima classe precedente alla seconda nella situazione attuale, la spesa mensile sarebbe di 156,50 euro, pari a 1878 euro annui. Quindi per spendere gli stessi soldi occorre scegliere un ulteriore scadimento del servizio;
un pendolare di Grosseto che lavora a Roma non può fare il viaggio di andata in intercity, poiché non c’è. Il primo intercity arriva infatti alle 10,10 che certo non è orario da pendolari. In sostanza si deve pagare l’abbonamento per un treno che non esiste. Peraltro chi parte da Civitavecchia continua ad avere la vecchia opportunità con una evidente disparità di condizioni. Entro fine mese si deve addirittura annullare l’abbonamento annuale in corso di validità, farsi rimborsare la differenza e adeguarsi alla nuova più costosa situazione, ledendo persino i diritti acquisiti che di solito restano tali fino a scadenza, oppure effettuare il ritorno in treno regionale sobbarcandosi 45 minuti di maggior durata del viaggio;
Trenitalia è una Società per azioni di proprietà pubblica concessionaria di un servizio pubblico che come tale viene erogato con tariffe che sono determinate anche sulla base delle risorse che lo Stato mette a disposizione -:
quali iniziative intenda intraprendere per affrontare il problema sollevato ed ovviare ai sempre maggiori disagi di cui soffrono i pendolari in generale e in questa fattispecie in particolare.