Luca Sani - Per la Maremma in Parlamento con il Partito Democratico


28 Febbraio 2009

Scioperi, il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri
apre la strada a crescenti limitazioni anche in altri settori
Lavoratori senza diritti
di LUCIANO GALLINO
Il ministro del Welfare
Maurizio Sacconi

IL disegno di legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri persegue palesemente due finalità: rendere oltremodo difficile l’esercizio del diritto di sciopero nel settore dei trasporti, e in specie far sì che diventi pressoché impossibile per la Cgil indire da sola uno sciopero nel settore; aprire la strada a crescenti limitazioni del diritto di sciopero in altri settori.

Cominciamo da quest’ultimo punto. Tutti parlano (compreso il sito del ministero del Lavoro) del provvedimento in questione come di un disegno di legge delega per la riforma del diritto di sciopero nel settore dei trasporti. In realtà nel testo della legge delega la parola trasporti non esiste. Sia nel titolo che in vari articoli si parla sempre di “libera circolazione delle persone” e di “diritto alla mobilità”.

È vero che si tratta d’una revisione della legge 146 del 1990, che in tema di tutela della libertà di circolazione menziona esplicitamente i trasporti pubblici autoferrotranviari, ferroviari, aerei, aeroportuali e marittimi. Resta il fatto che insistendo in più punti sul diritto alla mobilità e sulla libertà di circolazione, senza mai far riferimento ai trasporti, la nuova legge amplia di molto il suo ambito di applicazione. Infatti è possibile che libertà di circolazione venga lesa da molte altre attività che con i trasporti pubblici, i treni, gli aerei o le navi hanno poco a che fare.

D’altra parte la legge delega non fa mistero dell’intenzione di andare molto al di là del settore dei trasporti propriamente inteso. L’articolo1, comma 2/j, prevede infatti il “divieto di forme di protesta (sic) o astensione dal lavoro in qualunque attività o settore produttivo (sic) che, per la durata o le modalità di attuazione, possono essere lesive del diritto alla mobilità e alla libertà di circolazione”. Questo articolo apre alla volontà repressiva del legislatore oggi, e domani del giudice, spazi sterminati.

Gli addetti ai rifornimenti d’una nave in partenza per la Sardegna, che dipendono da una società di catering e non dalla società padrona della nave, sono in sciopero e la fanno ritardare di un giorno o due? Secondo la nuova legge, è chiaro che ledono il diritto alla mobilità dei passeggeri. Sono in sciopero i tecnici dell’Airbus o della Boeing che dovevano fare determinate verifiche o briefing di aggiornamento, senza le quali gli aerei un certo giorno non possono partire? La libertà di circolazione di coloro che avevano acquistato i biglietti per quel giorno risulta evidentemente compromessa. Ergo quei tecnici, pur appartenendo a un altro settore produttivo, hanno violato il divieto dell’articolo in questione (ovvero di quelli che lo trasporranno nei decreti delegati).

Può davvero portare molto lontano, l’articolo 1 del ddld sulla libera circolazione delle persone, nel limitare la libertà di sciopero.

Per quanto riguarda il settore specifico dei trasporti, è chiaro che dal momento in cui il disegno di legge delega diventasse legge e poi decreto attuativo, i sindacalisti del settore, nessuno escluso, potrebbero dedicarsi ad altre incombenze. La proclamazione di uno sciopero diventa per chiunque un’impresa improba, oltre che non poco rischiosa per le possibili conseguenze sanzionatorie. Per intanto, se vuol dichiarare uno sciopero un sindacato deve vantare a priori un grado di rappresentatività superiore al 50% “a livello di settore”.

Il limite pare fatto apposta per tagliar fuori la Cgil, poiché se il limite fosse di qualche punto inferiore in diversi settori dei trasporti forse ce la farebbe. Ma oltre all’ostacolo della percentuale di iscritti sussiste quello di stabilire quale sia il perimetro esatto di un determinato settore; compito diventato difficile per chiunque a causa della frammentazione di tutti i settori dei trasporti in gran numero di aziende aventi statuti differenti.

A norma del disegno di legge delega, quando il grado di rappresentatività sia inferiore al 50%, o non determinabile, è d’obbligo procedere a un referendum preventivo. A una condizione: l’organizzazione che lo indice deve avere un grado di rappresentatività superiore al 20%. Fatta una simile fatica, se mai qualcuno ci riesca, lo sciopero sarebbe sì autorizzato, ma potrebbe anche non essere legittimo. Per ricevere questo riconoscimento bisogna infatti che lo sciopero abbia ricevuto il voto favorevole del 30% almeno dei lavoratori interessati. Non basta. Lo sciopero potrebbe essere magari votato dalla quota richiesta dalla legge, e però configurarsi ancor prima di aver luogo come un solenne fiasco. Questo perché i contratti di lavoro o le regole da emanare in seguito dovranno prevedere nulla meno dell’adesione preventiva allo sciopero stesso del singolo lavoratore.

Per cui ecco la sequenza: prima il lavoratore vota pro o contro la proclamazione dello sciopero, oppure si astiene; poi prende atto che lo sciopero si può fare, o no; e a questo punto trasmette a qualcuno, oppure no, una dichiarazione preventiva di adesione allo sciopero stesso. Nell’insieme, visto che l’intento del disegno di legge delega risiede palesemente nel rendere in pratica impossibile proclamare uno sciopero nei trasporti, il Cdm poteva anche risparmiarsi la fatica di varare un testo con cinque articoli e dozzine di commi e paragrafi. Bastava una riga: lo sciopero nei trasporti è vietato.

Questa cosiddetta riforma godrà presumibilmente di un vasto consenso popolare. Vari elementi portano in questa direzione. L’articolo 40 della Costituzione è insolitamente striminzito e lascia tutto lo spazio alla legislazione. La legge che regola gli scioperi nei servizi pubblici è vecchia di vent’anni. Gli scioperi proclamati troppo di frequente da alcune dozzine di autisti di autobus o qualche centinaio di ferrovieri o piloti d’aereo o assistenti di cabina hanno recato innumerevoli disagi a moltissime persone. Però il disegno di legge in questione non ha nello sfondo questi elementi. Ha invece tutta l’aria di prenderli a pretesto per ridurre gli spazi di libertà, di protesta, di manifestazione di gran parte del mondo del lavoro. E’ probabilmente tardi; ma forse bisognerebbe riuscire a dire forte e chiaro al governo che per riformare l’attività sindacale nel settore dei trasporti questa strada è sbagliata.
(28 febbraio 2009)


SCUOLA/ A settembre 30mila professori a spasso

09057px5jpglogo-unita2

di Maristella Iervasi
Il maestro unico terrà banco o sarà «bocciato»? Le famiglie hanno scelto: hanno iscritto i loro figli a scuola. Domani si chiudono le iscrizioni per l’anno scolastico 2009/2010: l’anno orribilis della scuola Gelmini. Una controriforma dagli effetti boomerang per tutti: famiglie, studenti, ma soprattutto per i docenti, i precari e il personale Ata (collaboratori scolastici, segretari e ammnistrativi) per via della mannaia Tremonti che sta per abbattersi senza pietà. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


SCUOLA/ Esplode la domanda di tempo pieno, e il sistema… implode

scuola-alunni-elementari-ai-banchi2003_testata_03
«Chiedete e vi sarà dato». Forse. E i genitori chiedono, anche in buona fede.

È la domanda di tempo pieno a 40 ore settimanali nella scuola primaria, che in questi giorni si sta riversando in quantità industriale sulle segreterie delle scuole. Ma non potrà verosimilmente essere accolta per intero (ci sono limiti obiettivi di organico, di spazi attrezzati e di servizi di mensa), lasciando deluse molte famiglie. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


ECONOMIA/ Il bisturi spuntato

reut_15166433_53420jpglogo-repubblica15
Il Pil americano al 6,2%: è stato il venerdì nero dell’economia reale. Difficile ritrovare nella memoria una giornata così densa di segnali negativi


di Federico Rampini

È stato il “venerdì nero” dell’economia reale, un malato ben più importante delle banche e delle Borse. È difficile ritrovare nella memoria una giornata così densa di segnali tutti negativi da ogni angolo del pianeta. Il Pil americano è caduto del 6,2% (quasi il doppio rispetto alle stime iniziali), i consumi delle famiglie Usa sono in ritirata del 4,3% insieme alla frana dei prezzi delle case. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


CASO ENGLARO/ Quella volta che Beppino disse «Ci accuseranno tutti di omicidio»

englaro-2jpg1logo-repubblica14
Lo sfogo del papà di Eluana con la stampa estera: «Ci siamo sempre mossi nella legalità fin dai primissimi ricorsi in tribunale. Perciò anche adesso non possiamo essere preoccupati». I legali della famiglia: l’inchiesta è solo un atto dovuto

di Piero Colaprico
MILANO -
Un passo indietro. Udine, studio dell’avvocato Giuseppe Campeis. L’altro legale, il milanese Vittorio Angiolini, è collegato in viva voce. Papà Beppino, il primario Amato De Monte, gli infermieri arrivano alla spicciolata, firmano il protocollo di comportamenti necessari per accompagnare Eluana alla morte. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


27 Febbraio 2009

ECONOMIA/ Quando lo Stato non paga

logo-lavoceinfo5 logo-repubblica-italiana
di Rony Hamaui - 27.02.2009
Il ritardo con il quale la pubblica amministrazione regola i propri debiti commerciali è mostruoso. E ogni anno genera una domanda di credito da parte delle imprese di circa 67 miliardi di euro. Nel decreto anticrisi c’è un timido tentativo di intervenire aumentando la liquidità dei crediti verso la Pa, favorendone la monetizzazione o la cessione a intermediari finanziari. Tuttavia, manca ancora una totale consapevolezza dei costi che una simile situazione procura non solo al sistema produttivo, ma agli stessi conti dello Stato. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


BONIFICHE MINERARIE/ Sani: «Attendo con serenità la sentenza. Ho agito nell’interesse comune»

logo-tirreno-cronaa-grosseto5 lg504fjpg
L’intervento di Luca Sani, dopo l dibattimento alla Corte dei Conti

A seguito dell’udienza presso la Corte dei Conti di Firenze, sul presunto danno erariale relativo all’acquisizione di immobili da parte dell’Amministrazione comunale di Massa Marittima dalla società Syndial, attendo con serenità d’animo la relativa sentenza, in quanto ho il personale convincimento di aver agito nell’interesse della comunità che amministravo. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


BONIFICHE MINERARIE/ Non basta la transazione con Syndial. La Corte dei Conti vuole 1 milione

lg401fjpglogo-tirreno-cronaa-grosseto4
Doccia fredda su Sani e gli ex consiglieri dopo l’arringa della Procura

di Francesco Nocentini
FIRENZE. Il conto del presunto spreco è rimasto lo stesso: quasi un milione di euro. Il sostituto procuratore regionale Nicola Bontempo ha ribadito, davanti ai giudici della corte dei conti, la richiesta di risarcimento. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


NUCLEARE/ Marras: «Una centrale nucleare sarebbe una iattura»

logo-tirreno-cronaa-grosseto3 lg402fjpg
Marras in difesa dello sviluppo economico della Maremma

GROSSETO. «La popolazione della Maremma è contraria all’ipotesi di una centrale nucleare a Montalto di Castro o a Latina». Lo afferma, con sicurezza, Leonardo Marras, candidato del centrosinistra a presidente dell’amministrazione provinciale.
«Per il nostro territorio - dice Marras - una centrale nucleare sarebbe una iattura insopportabile, che ne metterebbe seriamente in discussione lo sviluppo economico, fortemente caratterizzato dal turismo e dal suo indotto. La provincia di Grosseto, infatti, con oltre cinque milioni di presenze turistiche ufficiali, ed il triplo considerando quelle nelle seconde case, sarebbe irrimediabilmente danneggiata». Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


CASO ENGLARO/ Morte Eluana, Beppino Englaro indagato per «omicidio volontario»

logo-corriere-della-sera5englaro-2jpg
La denuncia è stata inviata dall’associazione «Scienza e vita» alla Procura della Repubblica di Udine

UDINE - Una denuncia per omicidio volontario è stata inviata dal comitato «Verità e vita» alla Procura della Repubblica di Udine in relazione alla morte di Eluana Englaro, la donna deceduta il 9 febbraio scorso nella casa di riposo La Quiete del capoluogo friulano dopo 17 anni in stato vegetativo persistente. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »