Luca Sani - Per la Maremma in Parlamento con il Partito Democratico


11 Febbraio 2009

CASO ENGLARO/ Zagrebelsky: «Se il potere nichilista si allea con la Chiesa del dogma»

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L’INTERVISTA. Parla l’ex presidente della Consulta/ «Dialogo sull’etica è
impossibile con lo scontro tra dogmi»

di Giuseppe D’Avanzo
L’Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, ha definito Beppino Englaro «un boia». Credo che debba partire da qui, da un insulto atroce, il colloquio con Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale.
Beppino Englaro, «un boia»?
In un caso controverso dove sono in gioco dati della vita così legati alla tragicità della condizione umana è fuori luogo usare un linguaggio violento, così impietoso, così incontrollato, così ingiusto. Non ho ascoltato, sul versante opposto, che vi sia chi ragiona dell’esistenza di un «partito della crudeltà» opposto a «un partito della pietà». «Credo che in vicende così dolorose debbano trovare espressione parole più adeguate e controllate, più cristiane». Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


TRASPORTI FERROVIARI/ Sani: «Per inserire la Maremma nel “MemOrario” va prima risolto il problema dei treni a lunga percorrenza»

trasporti-reno-in-stazioneluca-primo-piano-stretto-5«L’obiettivo è avere un intercity che si ferma a Grosseto ogni due ore per senso di marcia in fascia diurna»

Martedì scorso, Luca Sani, faceva parte della delegazione di parlamentari toscani del PD che ha incontrato il ministro Matteoli per sottoporgli alcune richieste d’intervento sulle linee ferroviarie regionali, dopo che l’entrata in esercizio dell’alta velocità aveva portato a catena ritardi e problemi per gli intercity sulle linee toscane. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


CASO ENGLARO/ Il pudore e l’amore di un padre

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LA LETTERA DEL SEGRETARIO PD/ Veltroni: «Cosa sarebbe successo se una sola immagine di Eluana oggi fosse arrivata nelle tv o sui giornali?»

Caro direttore,
sono giorni che penso che questa vicenda lascerà un segno profondo nella coscienza civile del Paese. Non so dire, ora, se essa avrà prodotto, attraverso la «cognizione del dolore», l’effetto di far fermare l’opinione pubblica, di farle sospendere, per un’ora o per un giorno, la bulimica corsa verso il niente che spesso riempie la solitudine di senso del nostro tempo. Il corpo di una ragazza, di quella ragazza sorridente, viva, allegra. Diciassette anni fa. Quel corpo che noi ricordiamo così. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »