11 Marzo 2009
Entro il
«In questi giorni genitori dei bambini delle elementari, insegnanti e personale tecnico della scuola primaria sono in subbuglio. Con la chiusura dei termini per le preiscrizioni alla scuola elementare, anche in provincia di Grosseto il 90% delle famiglie ha chiesto il tempo pieno (40 ore settimanali) ed il tempo prolungato (30 ore), ma tutto rischia di essere vanificato dai tagli agli organici previsti con il Decreto Tremonti. Non solo, infatti, con il maestro unico peggiorerà la qualità della didattica, ma mancheranno le risorse per garantire tempo pieno e tempo prolungato a tutti quanti lo hanno richiesto.
Ecco perché. Secondo le proiezioni messe a punto dai sindacati dopo il recente regolamento del ministro Gelmini sul personale tecnico e amministrativo (Ata), entro il 2011 nella nostra provincia sono destinati ad essere licenziati 150 collaboratori; personale precario che da più di dieci anni si è visto rinnovare di anno in anno il contratto nel periodo 1° settembre-30 giugno.
All’apertura delle elementari, nel settembre di quest’anno, quasi 50 di questi precari non verranno riconfermati (gli altri subiranno la stessa sorte nel 2010 e 2011), e questo - oltre a costituire un dramma per chi perderà il lavoro, anche se precario - costringerà l’ex Provveditorato a chiudere una parte dei plessi scolastici minori, specialmente nelle realtà più disagiate della provincia. Tutto ciò, si badi bene, anticiperà di fatto la chiusura di alcuni plessi scolastici rispetto al già previsto ridimensionamento, che il ministro Gelmini aveva posticipato al 2010 perché era evidente che Comuni e Provveditorato non potevano riorganizzare la rete scolastica provinciale in così poco tempo.
Quello che sin da ora si va prospettando, è una richiesta d’intervento diretto ai Comuni di farsi carico delle spese per mantenere il personale al loro posto i collaboratori che si occupano di pulizie, assistenza ai docenti e vigilanza dei ragazzi, e continuare a mantenere operative le piccole scuole. Una richiesta che non potrà essere sostenuta perché già i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, hanno enormi difficoltà di bilancio. Con il prossimo regolamento attuativo che ridurrà anche il numero dei maestri elementari – a regime 160 in provincia di Grosseto – il Governo non sarà nemmeno in grado di assicurare come aveva detto il tempo pieno e quello prolungato a tutte le famiglie, il 90% del totale, che lo hanno chiesto. Mettendo in difficoltà soprattutto le mamme lavoratrici.
Il Centrosinistra è decisamente contrario a questo esito disastroso per la qualità della scuola pubblica, per il personale che ci lavora e per le giovani famiglie che su di essa contano per l’istruzione dei propri figli. Per questo chiediamo la sospensione immediata della contro-riforma Gelmini, e il blocco dei previsti licenziamenti del personale precario della scuola, per poter discutere con calma come garantire qualità dell’insegnamento e tenuta dei livelli occupazionali».
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Luca Sani ribatte al Centrodestra sull’impianto del Casone: «Antichi e Turini sono in palese malafede sull’inceneritore di Scarlino. Il Centrodestra dica chiaramente cosa farebbe con l’impianto, visto che sull’utilizzo del Cdr ha responsabilità nazionali e locali»
«Sulla vicenda dell’impianto di cogenerazione di Scarlino il candidato alla presidenza della provincia del Pdl, Antichi, non può limitarsi a fare in modo approssimativo il “cronista”, ma deve dire cosa farebbe lui, con la coalizione che lo sostiene, rispetto alla presenza dell’impianto. Troppo facile stare sull’albero a cantare, anche se ciò è coerente con la latenza di cultura di governo. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »
Tags: Antichi, Cdr, cogeneratore di Scarlino, Sani, Turini
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Politica
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Pd: una tassa ‘una tantum’ sui redditi alti per aiutare i poveri e le famiglie in difficoltà
Una tassa di circa 200 euro al mese per chi ne guadagna 10mila al mese. «Un contributo straordinario» solo per il 2009 di due punti percentuali sui redditi superiori ai 120.000 euro, cioè come quelli dei parlamentari, per finanziare 500 milioni da destinare al contrasto della povertà estrema. È questa la proposta del Pd annunciata dal segretario Dario Franceschini al termine di un incontro con le associazioni di volontariato che si occupano delle povertà. Franceschini ha detto che la proposta si tradurrà in un’iniziativa parlamentare.
Franceschini ha ascoltato una ventina di interventi di esponenti di associazioni di volontariato che hanno riferito della drammaticità della situazione della povertà che, hanno spiegato, va colpendo i ceti e le famiglie medie dopo l’esplosione della crisi economica. Nell’intervento conclusivo, il segretario del Pd ha nuovamente criticato il governo che «nega e nasconde la crisi», una linea, ha affermato, «poco onesta». Ha quindi spiegato la proposta dell’assegno di disoccupazione, pensato per impedire che chi non ha diritto agli ammortizzatori sociali «se perde il lavoro passi a uno stipendio zero, piombando nella povertà estrema».
Franceschini ha quindi lanciato la sua nuova proposta: «Mettiamo nel 2009 500 milioni per il volontariato e i comuni per contrastare la povertà estrema, per chi non ha nulla. Per finanziare questa iniziativa possiamo introdurre un contributo straordinario di due punti sull’Irpef dei redditi alti, da quelli dei parlamentari in su, e cioè da 120.000 euro in su». «Chiediamo - ha aggiunto - a circa 150-200mila persone con redditi alti, compresi i parlamentari, di farsi carico di chi non ce la fa». Franceschini ha anche detto come indirizzare i 500 milioni: «Andrebbe rifinanziato il sostegno al Terzo settore previsto dalla legge quadro 328, nonché il Fondo sociale per i comuni che il governo ha tagliato di 300 milioni». Il leader Democratico si è detto «consapevole» del fatto che si tratti «di una risposta parziale, in attesa di una riforma strutturale». «Ma non possiamo dire alla gente ‘in attesa delle riforme cavatevela da soli’».
11 marzo 2009
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