11 Marzo 2009
INCENERITORE DI SCARLINO/ Sani: «Centrodestra in malafede su Cdr e impianto del Casone»


Luca Sani ribatte al Centrodestra sull’impianto del Casone: «Antichi e Turini sono in palese malafede sull’inceneritore di Scarlino. Il Centrodestra dica chiaramente cosa farebbe con l’impianto, visto che sull’utilizzo del Cdr ha responsabilità nazionali e locali»
«Sulla vicenda dell’impianto di cogenerazione di Scarlino il candidato alla presidenza della provincia del Pdl, Antichi, non può limitarsi a fare in modo approssimativo il “cronista”, ma deve dire cosa farebbe lui, con la coalizione che lo sostiene, rispetto alla presenza dell’impianto. Troppo facile stare sull’albero a cantare, anche se ciò è coerente con la latenza di cultura di governo.
Ricordo, in particolar modo al candidato sindaco del Pdl di Follonica, Simone Turini (An), solo poche significative cose, a testimonianza dell’inaffidabilità del Centrodestra: l’impianto del Casone di Scarlino è stato definitivamente legittimato e potrà bruciare Cdr grazie a un decreto dell’ex ministro dell’Ambiente Altero Matteoli; la localizzazione alle Strillaie dell’impianto di produzione di CDR è stata proposta e deliberata dall’amministrazione Antichi; il presidente della Commissione Regionale d’inchiesta sui rifiuti, Paolo Marcheschi (Fi), ed il consigliere regionale Andrea Agresti (An), hanno più volte sollecitato la Regione Toscana a realizzare impianti di incenerimento e recupero energetico, accusandola di essere in ritardo.
Tutto questo basta ed avanza a dimostrare quanta ipocrisia e malafede interessata ci sia nelle posizioni di Turini e nelle parole di Antichi, che, fra l’altro, sull’impianto di Scarlino non dice se è o meno favorevole.
Quanto alla posizione degli Enti locali delle Colline metallifere, nessuno può accusare gli amministratori di scarsa chiarezza. La contrarietà all’impianto è stata una costante negli anni, per come l’Eni lo ha imposto e per il totale rifiuto di ogni dialogo con le istituzioni locali.
La possibilità di ricorrere al Tar contro il nulla osta alla Valutazione d’Impatto Ambientale, è indubbiamente un atto politico ma non può essere interpretato, come fa Antichi, contro il governo della provincia. La VIA è notoriamente un atto istruttorio di natura tecnica non qualificato dalla legge come scelta discrezionale di natura politica. Se così non fosse, infatti, non sarebbe certo quella del Tar la strada da battere.
L’eventuale ricorso, peraltro, può essere un ulteriore atto di chiarezza, utile anche a verificare se la pronuncia di compatibilità ambientale dia tutte le garanzie possibili sul funzionamento dell’impianto.

11 Marzo 2009 alle 21:04
“Il buon senso c’èra ma si nascondeva dietro il senso comune”. (Alessandro Manzoni)
12 Marzo 2009 alle 17:08
Se il ricorso al TAR è un atto politico, come si fa a dire che non va inteso contro la provincia? e contro chi allora? mia nonna?
Complimenti vivissimi a tutta la dirigenza del PD per come sta gestendo la questione….
Alle prossime elezioni la vedo buia…. se si continua a darsi la zappa sui piedi da soli….
Aldo
10 Marzo 2010 alle 23:09
[...] Follonica e Grosseto erano viste come le aree dove si sarebbe giocata la campagna elettorale. Antichi era andato a mendicare il voto al Comitato del No. Voti che servivano come il pane, si pensava. Soprattutto, considerando leggende secondo cui Berlusconi aveva staccato importanti assegni pur di vincere una provincia in Toscana. Unito al fatto che un outsider, Eleonora Baldi aveva vinto le primarie; grazie anche a qualche inquinamento del centrodestra – ha obbligato a rivedere la strategia su Follonica facendo massiccio ricorso alla reticenza. Le risposte alle bordate di Antichi, da parte Pd, non sono state poi granché. [...]