Luca Sani - Per la Maremma in Parlamento con il Partito Democratico


25 Marzo 2009

PROVINCIALI 2009/ Pronto il nuovo sito internet di Leonardo Marras

www.leonardomarras.itmarras-primo-piano-pullover1

È da pochi giorni online il nuovo sito internet di Leonardo Marras (www.leonardomarras.it). Intuitivo, semplice da consultare, con link alla Leo TV, ed ai socialnetwork facebook, youtube, myspace e flickr, il sito internet di Leonardo sarà uno dei principali strumenti di comunicazione e informazione della campagna elettorale delle provinciali 2009. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


PROVINCIALI 2009/ Sani: «Da che pulpito parla Antichi?»

luca-primo-piano-strettogrosseto-terme-di-roselle1
«Come amministratore Antichi è stato un disastro, ma evidentemente la politica per lui è redditizia quanto la libera professione. Non si spiega altrimenti la sua bulimia da candidature»

«Aggressività e arroganza sono tratti noti del carattere di Antichi. Tuttavia c’è da chiedersi a cosa siano finalizzati.
Sarebbe infatti auspicabile rimanere al merito delle questioni. Leonardo Marras si è limitato a dire che, a differenza di Antichi, corre senza rete di protezione perché non ha un seggio regionale che lo aspetta, ed ha sottolineato di voler dare rappresentanza alle aspettative dei suoi coetanei. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


PIANO CASA/ Franceschini: «Se cambia merito nostro»

logo-unitait4 casajpg
Berlusconi: «Piano Casa, ne discuto con le Regioni»


Venerdì
in consiglio dei ministri dovrebbe arrivare un decreto legge per affrontare il tema della casa. E’ questa l’intenzione ribadita stamane dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi alle regioni, nella riunione in corso a Palazzo Chigi. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


BIOETICA/ Biotestamento e preservativo, 
gli italiani bocciano il Papa

logo-repubblica4 ansa_15366177_35070jpg
MAPPE. Sul condom solo due su dieci d’accordo con Ratzinger
. L’80% dice sì a testamento biologico e fecondazione assistita. Nonostante le singole divergenze quasi il 55% si fida del Pontefice

di Ilvo Diamanti
Da tempo le posizioni della Chiesa e del Pontefice non provocavano tanto dibattito. Divisioni profonde. Al di là delle stesse intenzioni del Vaticano. Lo prova la reazione del cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Cei, alle polemiche sollevate dall’affermazione del Papa, durante la visita in Africa, circa l’inutilità del preservativo nella lotta contro l’Aids. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


24 Marzo 2009

REGIONE TOSCANA/ Martini: «Altro che piano casa. È come dire “passate col rosso”»

lllllllogo-toscana-notizie
Martini sul decreto del governo: «Si può semplificare e rilanciare l’edilizia senza stravolgere nulla. In Toscana è già possibile. Se il Governo non cambia, ricorso alla Consulta»

«Quello del Governo non è un piano casa. Non darà la casa a chi ne ha bisogno, farà costruire nuovi volumi a chi la casa ce l’ha già. E’ un decreto che fa carta straccia del federalismo e delle norme sull’urbanistica in nome di un assunto: c’è la crisi, rilanciamo l’economia attraverso l’edilizia. Noi siamo d’accordo che l’edilizia è un volano per contrastare la crisi, ma non c’è bisogno di buttare a mare tutte le regole, che sono garanzie per tutti. E’ un po’ come dire: siccome si deve velocizzare il traffico, si può passare col rosso». Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


23 Marzo 2009

Finanza
QUEL FONDO CHE SEMBRA IL CAMPO DEI MIRACOLI
di     Andrea Resti     20.03.2009
Soldi freschi per 1,3 miliardi che dovrebbero tradursi in 60-70 miliardi di nuovi prestiti per le aziende: è la promessa che accompagna il rifinanziamento del fondo di garanzia statale per le piccole e medie imprese. Per riuscirci il fondo dovrebbe però operare con una leva consistente, non troppo realistica nella situazione attuale. A un tasso medio di sofferenze come quello del 2008, l’intera nuova dotazione se ne andrebbe in un anno. Effetti incerti anche in termini di requisiti patrimoniali. Soprattutto, resta da capire dove si troverà la somma per alimentare il fondo.

Nei giorni scorsi si è parlato molto del “fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” istituito dallo Stato nel 1996. Forte di un’iniezione di mezzi freschi di 1,3 miliardi, dovrebbe ora aiutare le piccole imprese a non perdere i finanziamenti bancari o ad acquisirne di nuovi. Secondo il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, questi 1,3 miliardi potrebbero tradursi in 60-70 miliardi di nuovi prestiti per le imprese.

NON DENARO MA PROMESSE

Il fondo di garanzia è alimentato con denari pubblici e gestito dal Mediocredito Centrale. Non emette prestiti, ma solo garanzie. In altri termini: non denaro, ma promesse. Se una Pmi non rimborsa la banca, il fondo di garanzia interviene e paga. Mai più dell’80 per cento, però, perché la banca deve comunque avere un incentivo a fare bene il proprio mestiere. Dunque finché le Pmi si comportano bene, il fondo non ha bisogno di sborsare denaro. Anche se, con un pizzico di malizia, si potrebbe dire che quando un’impresa fallisce, il fondo inizia a prestarle soldi davvero.

Oltre alle banche, anche i Confidi, consorzi locali di garanzia fidi creati da associazioni di piccole imprese, di norma con sovvenzioni pubbliche, beneficiano del fondo di garanzia. In questo caso, si dice che il fondo emette una “controgaranzia”: in altri termini, il Confidi che ha garantito a una banca il credito verso una Pmi può a sua volta assicurarsi con il fondo per ottenere un risarcimento della sua perdita, se l’impresa fallisce.
Se c’è la garanzia del fondo, le banche prestano più volentieri e praticano tassi più bassi. Perché lo fanno? Perché il fondo possiede una propria dotazione finanziaria, e dunque sa dove trovare i soldi nel momento in cui è chiamato a rispondere delle garanzie emesse.
È normale che, a fronte di una dotazione di 100 euro, il fondo garantisca prestiti per un ammontare molto maggiore. Pensandoci bene, fanno così anche le banche, che di norma hanno attività finanziarie pari a circa dodici volte i mezzi propri. Qual è il rapporto massimo tra dotazione e garanzie emesse? È una questione di credibilità. Se il fondo è molto bravo a selezionare le imprese a cui presta, allora può permettersi di operare con una “leva” anche sensibile. Se invece la qualità media delle Pmi garantite è scarsa o peggiora per effetto di una crisi, allora il fondo è meno credibile e il suo intervento è meno efficace.
Dire che gli 1,3 miliardi di mezzi freschi promessi dal governo al fondo di garanzia “genereranno” nuove erogazioni per 70 miliardi significa ritenere che il fondo possa operare con una leva consistente. Ammettendo che i 70 miliardi siano garantiti dal fondo solo al 60 per cento, fanno 42 miliardi di garanzie, cioè 32 euro di garanzie per ogni euro di mezzi freschi. Non pochi. Fabio Pammolli, sul Sole 24Ore di sabato scorso, suggeriva come ragionevole una rapporto di uno a 10.
È poi interessante osservare che, se sui 70 miliardi di nuovi crediti si verificasse un tasso di sofferenza pari a quello medio registrato in Italia a fine 2008 (2 per cento), le nuove sofferenze finirebbero col “mangiarsi”, in un anno, l’intero aumento del fondo di dotazione.

UN VORTICE DI SOLDI. SULLA CARTA

La leva adottata dal fondo dev’essere dunque credibile e sostenibile, ma vi è dell’altro. L’effetto del fondo appare incerto anche in termini di requisiti patrimoniali.
Se le banche potessero considerare le garanzie del fondo come garanzie di Stato, il requisito minimo obbligatorio di capitale per i relativi prestiti scenderebbe a zero (si dice che gli attivi garantiti riceverebbero una “ponderazione nulla”). Non male, considerato che il capitale delle grandi banche è eroso dalle perdite di borsa e raccoglierne di nuovo è sempre più difficile: sarebbe un grande incentivo a usare la garanzia del fondo e a erogare credito alle Pmi. Tuttavia, se lo Stato diventa illimitatamente responsabile delle garanzie erogate dal fondo, allora queste sono, a tutti gli effetti, nuovo debito pubblico.
Se invece si assimila il fondo a un’entità statale, ma senza dare la formale certezza che la Repubblica, in caso di necessità, farà fronte a eventuali perdite, allora il requisito patrimoniale nullo non sarebbe giustificato, e la Banca d’Italia non potrebbe autorizzarlo. Per inciso, è interessante notare che il governatore, nell’audizione del 17 marzo alla Camera, ha indicato una strada assai diversa in materia di garanzie statali sul credito: anziché assumersi il rischio delle posizioni “a prima perdita”, lo Stato dovrebbe aiutare le banche a cartolarizzare i propri crediti finanziando le tranche “senior”, cioè le meno rischiose.
Peraltro, prima di pensare a eventuali interventi dello Stato che travalichino i limiti del fondo di dotazione, resterebbe da capire esattamente come verranno reperiti gli 1,3 miliardi da seppellire nel campo dei miracoli per trasformarli in 70 miliardi di crediti alle Pmi. Al riguardo la situazione non è chiarissima. Una possibilità è addirittura che una parte venga versata dalle banche, e in particolare da quelle istituzioni creditizie che, nel prossimo futuro, richiederanno allo Stato di essere finanziate con i Tremonti bond. Dunque proprio a quelle banche che, per definizione, non se la passano benissimo, visto che bussano a denari in via XX Settembre, verrà richiesto un obolo per finanziare un fondo che a sua volta, attraverso le garanzie, sosterrà le banche. Un vortice di soldi di carta da fare invidia a Bernie Madoff. Monetine, però, poche.


22 Marzo 2009

CRISI/ Franceschini: «Il governo parla d’altro per coprire la crisi e la sua impotenza»

185364-franceschinijpglogo-corriere-della-sera7
Ii segretario del Pd risponde a Prodi: «Non torneremo all’Unione delle 15 sigle».m«Berlusconi ha messo in campo le “armi di distrazione di massa”: intercettazioni, caso Englaro, giustizia»

ROMA - «Se, come dicono il governo e Tremonti, avevano previsto la crisi già dalla scorsa estate, perché hanno fatto tutto il contrario di quello che dovevano fare?». Dario Franceschini ha centrato in gran parte sui temi economici e della crisi il suo intervento a Roma all’assemblea nazionale dei circoli del Partito democratico. «Per fare un esempio, perché il governo ha detassato gli straordinari quando gli straordinari non ci sono più perché le aziende sono in crisi? Perché hanno tassato le banche per poi dopo pochi mesi correre in loro aiuto?», si è chiesto il segretario del Pd. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


19 Marzo 2009

EDILIZIA/ Agriturist: «Il “Piano” casa non sia il pretesto per saccheggiare il territorio»

agricoltura-paesaggio-toscanalogo-agriturist-confagricoltura
L’Agriturist, associazione di
Confagricoltura per la valorizzazione turistica delle imprese agricole e dello spazio rurale, ha recentemente avviato una campagna di informazione sul fenomeno, ormai insostenibile, del “consumo” di suolo agricolo.

Negli ultimi 25 anni, infatti, all’agricoltura italiana sono stati sottratti dall’urbanizzazione tre milioni e mezzo di ettari, edificando soprattutto sui terreni migliori, vicini alle città, alle principali vie di comunicazione, alle località turistiche. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


TESTAMENTO BIOLOGICO/ L’altolà di Veronesi: «Non rispetterò questa legge»

logo-repubblica3stor_15332578_26070jpg
L’oncologo mostra in Aula il suo testamento biologico già depositato da un notaio. «Una legge così e incostituzionale»

ROMA - Libertà di coscienza, ma anche senso della «responsabilità» e soprattutto «lealtà». Silvio Berlusconi scrive ai suoi senatori e ricorda che ognuno può certo votare come vuole su un tema così delicato come il testamento biologico, ma la maggioranza ha una linea e insomma - sottinteso - sarebbe meglio tenerne conto. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »


18 Marzo 2009

TESTAMENTO BIOLOGICO/ Veronesi: «Vi spiego il confine tra vita e morte»

veronesi-140x180jpgtestata_magazine
INTERVISTA A UMBERTO VERONESI/ Una dieta rigorosa e il movimento donano longevità. La scienza può portare a 120 anni, ma morire è un diritto.

di Alessandro Cecchi Paone
Al Senato si discute in questi giorni la controversa legge sul testamento biologico che, dopo le polemiche sul caso Englaro, dovrebbe regolare la zona grigia di sofferenza in cui si trovano centinaia di italiani in stato vegetativo. In questa intervista destinata alla tv, il professor Umberto Veronesi difende la piena libertà di scelta e di coscienza dell’individuo. Leggi l’articolo completo e lascia un commento »