Luca Sani - Per la Maremma in Parlamento con il Partito Democratico
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08 Aprile 2009

IL TIRRENO/ Cento insegnanti in meno da settembre

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Il provveditore traccia il quadro: nessuna classe avrà il maestro unico/  I “tagliati” saranno tutti precari: «Molti non sarà possibile richiamarli. Con la riforma sono calati i buchi da tappare»

di Claudi Bottinelli
GROSSETO. «Come alunni si conferma la tendenza già registrata negli anni scorsi di un incremento della popolazione scolastica, che presumibilmente sarà di 400 unità rispetto a quella attuale. E c’è una stabilizzazione di linea anche per quel che riguarda la scelta degli istituti superiori da parte delle famiglie grossetane». A farlo rimarcare è il dottor Alfonso Greco, provveditore agli studi della provincia di Grosseto, avendo dinanzi il quadro delle iscrizioni della prossima annata scolastica.
Comunque si prevede, seppure i dati non siano ancora precisi perché mancano ancora le ripartizioni a livello regionale, una riduzione del personale insegnante in servizio di circa cento unità a partire dal settembre 2009, in provincia di Grosseto.
Anche se - notiamo - il numero delle classi grossomodo rimarrà lo stesso?
«Certo. Per quel che riguarda il numero delle classi rimarrà eguale, anche tenendo conto della recente riforma Gelmini che ha aumentato gli alunni per classe. Questo perché i circa 400 alunni in più, ripartiti nei vari ordini e gradi, avremo circa 3 o 4 classi in più rispetto a quest’anno».
Questo vale per medie e superiori. Ma alle elementari la situazione qual è?
«Anche l’elementare registra un incremento di alunni, a fronte, come già preannunciato con la famosa Finanziaria di Tremonti e quindi con la riforma Gelmini, di un taglio delle risorse professionali a disposizione. Taglio che si rimarca maggiormente a livello di scuola media dove l’incremento della popolazione scolastica è maggiore rispetto alle elementari».
Cosa vuol dire questo?ylg3awjpg
Significa meno posti a disposizione dell’organico dei docenti della provincia di Grosseto».
Se le classi restano di fatto le stesse e gli alunni aumentano, forse questo taglio è imputabile, per esempio nelle elementari, al maestro unico?
«Sicuramente non ci sarà il maestro unico perché nessuna classe delle elementari della provincia di Grosseto sarà articolata sulle 24 ore. La scelta delle famiglie è per le 27 ore o le 30 ore, oppure per il tempo pieno. Per cui non ci sarà sicuramente nessuna classe che sarà articolata su un’unica figura di insegnante».41
E allora da cosa deriva la diminuzione del numero degli insegnanti?
«Viene dal rapporto orario che ognuno degli insegnanti avrà direttamente con la classe. In parole povere vengono abolite le cosiddette compresenze, cioè la contemporaneità di due insegnanti nella stessa classe nella stessa ora di lezione».
Questo vale per tutti?
«Vale per le elementari, per le medie e vale anche per il superiore. Pur se la riforma del superiore è slittata di un anno già da quest’anno abbiamo una riduzione di orario di insegnamento, ma non di orario frontale di insegnamento bensì di orario a disposizione della singola classe di quattro ore per gli istituti professionali e specificamente per le terze classi degli istituti professionali».
Dottor Greco, lei calcola un centinaio di insegnanti in meno a partire da settembre. Quanti sono oggi gli insegnanti nella nostra provincia?
«Attualmente gli insegnanti in servizio, escludendo il personale Ata, sono circa tremila». E i cento che verranno tagliati che fine faranno?
«Non è che saranno licenziati. Siamo in una fase in cui trattiamo soprattutto il personale di ruolo. Quindi o ritroveranno il posto nella loro sede di titolarità in forza dei pensionamenti, oppure saranno spostati su altre sedi oggi libere da docenti titolari».
E allora il cerino acceso in mano a chi rimarrà?
«A settembre, anziché nominare con supplenze annuali, circa 400 persone, ne nomineremo un centinaio in meno».
Quindi la mannaia ricadrà un’altra volta sulla testa dei precari?
«Questo è chiaro, essendo il precario una persona che viene utilizzata nell’ambito del sistema scolastico per tappare i buchi, meno buchi ci saranno e meno saranno i precari utilizzati».
I precari avranno comunque delle prospettive? Si prevedono per esempio concorsi o immissioni?
«E’ stata preannunciata una richiesta di assunzione di circa ventimila unità, su scala nazionale a partire dal prossimo anno scolastico, concordata con i sindacati da parte del ministero. Mi auguro che al più presto ci vengano date disposizioni in merito per poter soddisfare almeno una parte di questi precari».


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