22 Luglio 2009
SANITÁ/ Operazioni, rimborsi se l’attesa è lunga
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Oltre i tre mesi la Regione pagherà l’intervento nelle strutture private. I sindacati medici vogliono diffidare i direttori generali Asl dall’applicare la norma
di Michele Bocci
La Regione vuole tagliare le liste d’attesa in chirurgia. Per farlo licenzia una delibera che si annuncia rivoluzionaria. Perché dal primo novembre impone alle Asl di avere agende uniche, e quindi attese identiche, per gli interventi in libera professione e quelli in regime pubblico, e perché obbliga il sistema a tempi certi di risposta ai cittadini. Se quei tempi non vengono rispettati, dal febbraio 2010 la Regione pagherà l’operazione in una struttura privata.
«Se paga per l’intramoenia l’intervento si fa in una settimana, altrimenti ci vogliono quattro mesi». La delibera è stata decisa per bandire frasi come questa dagli ospedali toscani. Il testo è criticato dai sindacati medici che annunciano di voler diffidare i direttori generali delle Asl dall’applicare la norma. «La impugneremo come al Tar o al giudice del lavoro».
Rossi ha annunciato che verrà istituito un numero verde per dare informazioni sulla chirurgia. Gli interventi sono stati divisi per gravità. Vanno fatti entro 30 giorni quelli oncologici, e già oggi questo obiettivo è raggiunto. Gli altri in 60 o 90 giorni. Se un ospedale non sarà in grado di assicurare questi tempi di risposta, il servizio sanitario regionale pagherà.
«Sono convinto che in pochi mesi il sistema crescerà e noi tireremo fuori i soldi in ben pochi casi», dice Rossi. E´ probabile, anche perché la delibera prevede che la Regione sia obbligata a pagare solo se non è in grado di assicurare l´intervento in tempo in almeno una delle strutture pubbliche toscane. La delibera stanzia 10 milioni di euro per rinforzare la chirurgia nelle Asl.
Tutte le liste di attesa dei reparti saranno informatizzate e conterranno i dati inseriti dai chirurghi dopo le visite. A gestirle sarà il direttore sanitario dell’ospedale. In Toscana si fanno circa 250 mila interventi chirurgici in regime di ricovero all´anno, di cui 7-8mila in intramoenia. Quelli ambulatoriali sono intorno agli 80mila, di cui ben 12mila in libera professione.
«I sindacati chiedono il ritorno all’attività aggiuntiva (sorta di superstraordinario.ndr) per abbattere le attese - dice Rossi - Non credo in questa ipotesi, piuttosto sono pronto a fare altre assunzioni. Affermiamo il principio dell’uguaglianza tra pazienti senza nulla togliere ai medici. Il senso della libera professione non è quello di far prima l’intervento, quanto di scegliere un medico. Le polemiche mi fanno venire qualche dubbio sulla reale volontà di ridurre le liste di attesa».
Il nuovo provvedimento riguarda solo la chirurgia, non le visite, che per molte specialistiche vengono assicurate nel pubblico in due settimane. Non tutte. «Ho telefonato all’ìambulatorio di chirurgia della mano di Careggi per una visita - racconta l’avvocato Felice Cecchi di Firenze - Mi hanno detto che il primo posto libero era per il 7 giugno 2010. Pagando 120 euro mi avrebbero visto il 5 agosto prossimo».

6 Luglio 2010 alle 20:09
Leggo con sorpresa questo articolo ad oggi 6 luglio 2010 quindi ad un anno da questo articolo mi sono sentita rispondere che per un intervento oncologico per il mio babbo l’attesa sarebbe stata da 30 a 90 giorni e quindi non entro i 30 menzionati sopra, l’alternativa camere a pagamento e intervento in libera professione intamuraria per un importo di più di 5.000,00 euro e un’attesa di 15 giorni,come si può ottenere chiarezza come ci dobbiamo muovere per ottenere ciò che ci spetta? A chi ci dobbiamo rivolgere?