Luca Sani - Per la Maremma in Parlamento con il Partito Democratico
Dicembre 2009
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12 Dicembre 2009

CONCESSIONI DEMANIALI/ Mozione del Pd per superare i problemi della procedura d’infrazione ignorata dal Governo

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Il Partito democratico avanza in Parlamento una proposta per dare soluzione alla complessa vicenda del rinnovo delle concessioni demaniali. Fra i firmatari c’è anche Luca Sani
.

PREMESSO CHE
Gli stabilimenti balneari sono una importante realtà socio-economica tipica del settore del turismo del nostro Paese, che nel corso ormai centenario della loro attività hanno garantito un elevato livello di accoglienza e di servizi a favore dei cittadini e della clientela turistica internazionale;

gli stabilimenti balneari sono diffusi in tutto il territorio costiero del Paese ed in alcune particolari aree, come la Versilia e la costa romagnola e marchigiana, hanno raggiunto livelli di significatività economica paragonabile a quella di veri e propri distretti produttivi manifatturieri. Sono, inoltre, fortemente integrati con l’offerta alberghiera contribuendo significativamente al PIL turistico;

sulla base di recenti dati, nel territorio nazionale sono attualmente oppiazza_valdesi_demanioerativi circa 28.000 stabilimenti balneari, che in media occupano durante la stagione estiva non meno di 300.000 addetti, ai quali vanno aggiunti gli addetti occupati nell’indotto, ovvero dagli esercizi pubblici e dagli esercizi commerciali che vivono a stretto contatto con gli stabilimenti balneari;

gli stabilimenti balneari, oltre a rappresentare un settore primario della nostra economia, svolgono una imprescindibile attività a tutela dei turisti garantendo loro le necessarie informazioni quotidiane sulla balneabilità del mare, la sorveglianza delle coste e l’assistenza immediata  in caso di emergenza a mare;

non va dimenticato, inoltre, l’imprescindibile ruolo svolto dagli stabilimenti balneari a tutela dell’ambiente naturale costiero ed in particolare nelle operazioni di pulizia e di manutenzione degli arenili;

alla luce di quanto esposto la gestione di uno stabilimento balneare deve essere considerata una vera e propria attività imprenditoriale complessa, chiamata contemporaneamente a gestire una serie di servizi alla clientela turistica ed in conseguenza ad intrattenere rapporti di natura economica con altre attività commerciali, a garantire un adeguato livello occupazionale e a svolgere servizi di tutela pubblica dei bagnanti e di manutenzione ambientale dei tratti di costa di loro competenza;

proprio per le caratteristiche descritte, gli stabilimenti balneari del nostro Paese si distinguono profondamente da quelli del resto dei Paesi mediterranei a maggiore vocazione turistica, come Francia, Spagna e Grecia, dove la diffusione è assai più contenuta e in molti casi sono gestiti direttamente dagli alberghi e a disposizione esclusivamente della loro clientele;

l’attività imprenditoriale di gestione degli stabilimenti balneari nasce con il rilascio di una concessione demaniale marittima, valida per un determinato periodo di tempo e gli investimenti e la continuità operativa dell’attività dipendono essenzialmente dalla durata, dalle condizioni di esercizio, ovvero dai canoni concessori, e dalla possibilità di rinnovo della concessione;

proprio per far fronte alle esigenze di continuità operativa dell’attività di gestione di uno stabilimento balneare, l’articolo 37 del codice della navigazione stabilisce che nell’assegnazione della concessione e nella fase di rinnovo della medesima è preferito il richiedente che offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione e si proponga di avvalersi di questa per un uso che risponda ad un più rilevante interesse pubblico;

con riguardo alla durata della concessione, l’articolo 10 della legge n. 88 del 2001 ha previsto un meccanismo di rinnovo automatico delle medesime con cadenza sessennale;

tale combinato disposto, insieme ad altre disposizioni normative che hanno demandato a regioni e comuni compiti di regolamentazione tecnica dell’attività, ha consentito nel corso degli ultimi anni un forte sviluppo dell’attività lungo tutta la costa nazionale e garantito la possibilità ai gestori degli stabilimenti balneari di programmare consistenti investimenti finalizzati a migliorare le strutture ricettive degli stabilimenti e ad innalzare il livello dei servizi offerti al cittadino;

unione-europea-imagoeconomica-324x230in data 2 febbraio 2009, l’Unione Europea ha aperto nei confronti dell’Italia una procedura d’infrazione n. 2008/4908 per il mancato adeguamento della normativa nazionale in materia di concessioni demaniali marittime ai contenuti previsti dalla “direttiva servizi“, meglio conosciuta come direttiva Bolkenstein (direttiva 123/2006/CE);

la Direzione generale del mercato interno e dei servizi della Commissione europea, in una nota del 4 agosto 2009 inviata dalla rappresentanza permanente presso la CE al dipartimento delle politiche comunitarie presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha evidenziato che la preferenza accordata dall’articolo 37 del codice della navigazione al concessionario uscente, oltre ad essere contraria all’articolo 43 del trattato CE, è nel contempo in contrasto con l’articolo 12 della “direttiva servizi” ed ha invitato le autorità italiane ad adottare tutte le misure necessarie al fine di rendere l’ordinamento italiano pienamente conforme a quello comunitario entro il termine ultimo del 31 dicembre 2009;

per effetto della procedura di infrazione aperta dalla UE, il Governo italiano si sta accingendo ad apportare modifiche alla legge di recepimento della “direttiva servizi” e ad emanare un apposito decreto legislativo i cui contenuti non sono allo stato attuale ancora definiti, tanto da creare evidenti preoccupazioni a tutto il comparto del turismo balneare;

alla luce di quanto menzionato, infatti, nell’ipotesi di pieno adeguamento del nostro ordinamento alle indicazioni della “direttiva servizi” le concessioni demaniali marittime, a decorrere dal prossimo anno, non potranno più essere rinnovate automaticamente, non valendo più il diritto di insistenza, ma anzi dovranno essere oggetto di un bando con procedura di evidenza pubblica alla scadenza temporale di ogni concessione;

la repentina modifica dell’ordinamento nazionale, il cui equilibrio è stato costruito in un lungo arco temporale, metterebbe in seria discussione la sopravvivenza di almeno 20.000 imprese, molte delle quali microimprese, con effetti disastrosi nei livelli occupazionali del settore turistico balneare e più in generale nell’economia turistica del Paese, con effetti ancora più gravi proprio nelle aree dove il settore turistico-balneare è più sviluppato;

le ragioni dell’annunciata difficoltà del settore turistico balneare nazionale appaiono del tutto evidenti: gran parte degli attuali concessionari, in gran parte rappresentato da piccoli imprenditori, non sarà più disposto ad investire e a migliorare i servizi in un settore come quello del turismo balneare in mancanza di certezze sul ritorno economico dell’investimento e a fronte di una durata certa della concessione di soli sei anni;

a quello appena descritto, si aggiunge poi il danno che subirebbero gran parte delle piccole realtà imprenditoriali attuali concessionarie, che vedrebbero vanificati gli sforzi compiuti in lunghi anni di lavoro nella creazione del valore economico degli stabilimenti balneari e nella creazione di un sistema di interrelazioni con le altre imprese del settore turistico ricreativo;

impegna il Governo

a riconoscere la specificità del settore del turismo ricreativo balneare nazionale e a concordare in sede europea, proprio in ragione di tale specificità, il differimento temporale al 31 dicembre 2015 dell’applicazione delle disposizioni previste dalla direttiva n. 123/2006/CE al settore delle concessioni marittime balneari;

sulla base dell’unicità, dell’originalità e della specificità del sistema italiano, a prevedere una diversa applicazione per l’Italia della direttiva servizi n. 123/2006/CE riferita esplicitamente al settore balneare, concertata con la Commissione Europea;

torredellago_spiagge4jpgad istituire un apposito tavolo istituzionale con la partecipazione dei rappresentanti delle regioni, degli enti locali e delle associazioni rappresentative dei gestori degli stabilimenti balneari finalizzato a concordare i contenuti della nuova disciplina di regolamentazione delle concessioni demaniali marittime, con particolare riguardo alle tematiche relative ai tempi di applicazione alle aziende in esercizio, alla definizione del numero effettivo delle concessioni, della validità o meno di quelle esistenti, dei criteri per il rilascio di nuove concessioni, della loro durata e dei criteri per l‘eventuale revoca, dell’importo dei canoni concessori, del diritto di prelazione e dell’equo indennizzo dei concessionari nel caso di aggiudicazione della concessione ad altro soggetto o di revoca della concessione non dipendente da abusi o inadempienze da parte del concessionario, ai criteri di subingresso in caso di vendita o affitto, alla devoluzione alle regioni e agli enti locali delle residue competenze.

Franceschini, Ventura, Maran, Villecco Calipari, Amici, Boccia, Lenzi, Quartiani, Giachetti, Rosato, Vannucci, Sani, Zunino, Tullo, Velo, Fontanelli, Baretta, Calvisi, Cuomo, Mariani, Marchioni, Andrea Orlando, Albonetti, Rossa, Tenaglia, Brandolini, Cesare Marini, Viola, Realacci, Bordo, Capodicasa.


4 Commenti a “CONCESSIONI DEMANIALI/ Mozione del Pd per superare i problemi della procedura d’infrazione ignorata dal Governo”

  1. Adalberto Sabbatini:

    Ciao Luca la tua relazione è un’attenta ricostruzione delle nostre realtà balneari, hai dimostrato di conoscere molto bene il settore e di questo sono molto contento.Che la maremma sia rappresentata in parlamento da persone come te è molto positivo.Hai tutto il mio sostegno e se lo ritieni opportuno metto a tua disposizione la mia esperienza in materia di demanio e di attività turistica ormai venticinquennale.
    Saluti Adalberto

  2. Maurizio Vinicoli:

    Questo è fare politica con la lettera maiuscola.
    i cittadini prima di tutto hanno bisogno di certezze,
    e le certezze passano attraverso un dibattito culturale che affronti i loro bisogni.

  3. Edi Perino:

    Carissimo Luca,
    non sono del suo colore politico, na cio` non significa che non possa apprezzare un ragionamento fatto con intelligenza, conoscenza dei problemi ed equita` come il suo, piuttosto che certi altri fatti con ignoranza se non con invidia e cattiveria.
    Per questo le dico “bravo” e le stringerei volentieri la mano.
    Vorrei fossero tanti quelli come lei, quelli che hanno capito che il nostro lavoro e` fatto non solo di soddisfazioni, ma anche di tanto sudore, fatica e spesso di tante necessarie imprecazioni per gli innumerevoli problemi che ci affliggono, legati alla nostra condizione di “precari” ed avversati.
    Lei ha anche capito che, tolti alcuni casi che esistono in tutte le categorie, non siamo lobby di “ladroni” e che il nostro guadagno e` generalmente rapportato al nostro impegno lavorativo ed economico.
    Io sono in Liguria e, mi creda, siamo terribilmente penalizzati dagli eventi meteorologici, eppure, questo e` proprio l’ultimo dei nostri problemi; e` meglio combattere contro le onde che ti spazzano via che contro la burocrazia, meno prevedibile…
    Questo e` il governo che ho votato, in cui credo, dal quale mi aspetto delle risposte convincenti ed utili;
    stiamo parlando del futuro e della sopravvivenza di migliaia di famiglie di onesti lavoratori; ma se verro` da questo deluso, qui` lo dico pubblicamente, mi riterro` tradito e non avro` alcuna esitazione a passare dall’altra sponda.
    Ma mi auguro che non sara` la valenza di questo assurdo “ricatto” a far risvegliare la loro ragione…
    I miei piu` cordiali saluti. E.Perino

  4. SABINA CARDINALI:

    Sono una “bagnina”, anche la mia spiaggia nasce come
    impresa familiare, siamo alla II generazione.

    Nelle firme vedo nomi conosciuti anche della mia zona,Vannucci, Albonetti. Come sempre chi ha una concretezza sul territorio già assodata, un riscontro oggettivo anche legato al proprio lavoro ci fa ben sperare.
    Queste mozioni NON hanno parte politica e NON DEVONO
    averne… che prevalga VERAMENTE la buonafede e la
    buona volontà.
    Fate un buon lavoro, noi seguiremo attenti l’evolversi
    .
    BUON ANNO Sabina Cardinali

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