Luca Sani - Per la Maremma in Parlamento con il Partito Democratico


23 Febbraio 2010

REGIONALI 2010/ Scandali e voto, il Pd contro Faenzi candidata “usa e getta” di Verdini

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Lei contrattacca. Nelle liste Pd c’è un candidato indagato

di Massimo Vanni
MONICA Faenzi? «Una candidatura usa e getta». Il numero due del Pd toscano Luca Sani giudica così la candidata presidente del Pdl. «Le vicende che stanno coinvolgendo il coordinatore Pdl Denis Verdini, oltre a far emergere un inquietante rapporto tra politica e affari nella nostra regione, dimostrano quanto avessi ragione a dire che quella di Faenzi è una candidatura a perdere, fatta solo per non alterare i reali equilibri interni al Pdl fiorentino e a non scalfire lo strapotere di Verdini», sostiene Sani.

La scelta del «finiano» Riccardo Migliori, secondo Sani, non avrebbe invece garantito niente a Verdini. «Lo stesso Berlusconi siè sentito in dovere di difendere il coordinatore Pdl dalla faida interna e Faenzi non può dire di non sentirsi coinvolta: non solo per i noti legami politici con Verdini, ma per il fatto che si è prestata ad un’operazione più tesa ad arginare la competizione interna che ad affermarsi alle regionali».

Una competizione che di sicuro è ancora in corso, a giudicare dal tenore dei bracci di ferro in corso nel Pdl. Dietro la possibile conferma degli uscenti Stefania Fuscagni e Paolo Marcheschi, a Firenze si consuma il duello interno alla componente di An tra il consigliere comunale Giovanni Donzelli (spinto dal ministro Meloni) e il coordinatore Nicola Nascosti (appoggiato dal ministro Altero Matteoli e dal deputato Riccardo Migliori). Ma si registra anche il tentativo del coordinatore nazionale Denis Verdini di piazzare un suo fedelissimo: il giovane consigliere provinciale Tommaso Villa o l’esponente di Cl Alberto Tirelli, l’ex assessore comunale ex Margherita portato da Verdini nel Pdl fa ora parte dello staff di Faenzi.

Uno scontro lacerante, se appena pochi giorni fa proprio davanti alla lista toscana è scoppiato il litigio al tavolo nazionale. E il numero due del Pd Sani ne approfitta: «Quella di Faenzi è una candidatura “usa e getta”, come dimostra il fatto che la deputata, nonché sindaco di Castiglione, si è guardata bene dal dire che in caso di sconfitta, cosa probabilissima, rinuncerebbe al seggio parlamentare per restare a lavorare in Regione». Contrattacca la candidata del Pdl. «Rinnovo la mia stima per Verdini, persona certamente più degna di Sani a calcare le scene della politica nazionale».

E aggiunge: «C’è un adagio popolare che dice che chi si fa gli affari suoi nella vita campa 100 anni. Consiglio a Sani di dare ascolto alla saggezza popolare e pensare ai problemi che riguardano il suo partito, a livello nazionale e grossetano, vista la recente epurazione di due dirigenti del Pd di Castiglione». Quanto alla candidatura “usa e getta”, «invito Sani a guardarsi allo specchio e valutare il suo operato: se c’è qualcosa da buttare è proprio la sua passata esperienza di sindaco di Massa Marittima e la sua attuale opera di opposizione».

Mentre il clima si scalda, il Pd e il Psi di Riccardo Nencini presentano il simbolo unico, «figlio» dell’accordo che il segretario Pieraldo Ciucchi, ricandidato nel listino, teneva in cassaforte: in pratica il simbolo Pd con sotto «Riformisti toscani». Il Pd avverte imbarazzo per Gianluca Parrini, uno degli esponenti fiorentini più votati raggiunto da un avviso per abuso d’ufficio: «La stragrande maggioranza delle persone del nostro partito sono sempre uscite indenni dai processi», dice il segretario toscano del Pd Andrea Manciulli.


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