15 Marzo 2010
REGIONALI 2010/ Bramerini: «L’agricoltura cenerentola nelle politiche governative»


La Regione Toscana da sola a fianco delle aziende. Riconosciuto l’impegno a sostegno di agricoltura e agroalimentare. In questi giorni la candidata del Centrosinistra al Consiglio regionale sta incontrando molti agricoltori della provincia
Proprio in questi giorni, molte sono le occasioni di incontro e confronto con il mondo agricolo della nostra provincia, colpito anch’esso dalla crisi economica che ha aggiunto nuovi problemi a quelli strutturali di questo importante comparto produttivo (uno per tutti il prezzo dei prodotti agricoli). Di questo poco si parla, non solo perché il governo ha negato l’esistenza stessa della crisi economica, salvo dire che c’è già la ripresa, che nessuno vede, ma anche perché i numeri in questo settore solo in apparenza sono meno roboanti.
Ovunque vada, riscontro una richiesta di sostegno per aiutare le aziende agricole a contrastare gli effetti della crisi. Richiesta alla quale si accompagna apprezzamento per le politiche attivate in questi anni dalla Regione e per lo sforzo che stiamo facendo.
Negli anni scorsi, infatti, le ricadute positive delle politiche agricole regionali sul nostro territorio sono state molte, e hanno rafforzato filiere che in termini agricoli tradizionali rappresentano tra i 6 e il 7 per cento del prodotto interno lordo provinciale. Non considerando l’apporto dell’agricoltura al turismo e al comparto agroindustriale, che è ricompreso nel manifatturiero. C’è invece ancora da lavorare – e su questo non ho difficoltà a prendermi un impegni – per accelerare i tempi di pagamento di Artea, per semplificare gli adempimenti burocratici ed i controlli.
Aldilà di questo, tuttavia, nella nostra realtà, il solo Piano di sviluppo rurale 2000-2006 ha consentito di realizzare investimenti per 178 milioni di euro, di cui 100 di contributi. Il Piano locale di sviluppo rurale 2007-2013, invece, prevede altri 65,1 milioni di contributi per il miglioramento della competitività delle imprese agricole, agroindustriali e forestali e per la diversificazione delle attività produttive, in particolare per l’agriturismo.
A queste cifre già di per sé rilevanti, ne potrei aggiungere molte altre relative a finanziamenti per l’imprenditoria agricola giovanile e femminile, al comparto agroindustriale o alle misure agro forestali. Impegni ai quali si contrappone l’inerzia del Governo rispetto al sostegno ai prezzi agricoli o sugli attacchi dei predatori, sui quali da mesi aspettiamo, invano, le risposte dal Ministero dell’Ambiente.
Ciò che è politicamente rilevante, tuttavia, sta nel fatto che la Regione Toscana rimane costantemente ai vertici nazionali per la capacità d’intercettare risorse comunitarie, in forza della grande capacità di spesa dimostrate sui territori. Primo fra tutti quello grossetano.
Un meccanismo che ha consentito alla macchina regionale di dare corso all’indirizzo della Giunta di anticipare con il piano anticrisi, deliberato il 18 gennaio scorso, tutti i pagamenti del 2010, erogando alle aziende entro il prossimo giugno 128 milioni di euro. A ciò si aggiunge la scelta di rimodulazione delle risorse, più indirizzate al sostegno alle imprese, che non agli investimenti, oggi più difficili da sostenere per gli effetti della crisi, che la Regione ha attivato proprio per dare manforte ad un settore strategico che tanto contribuisce non solo a valorizzare la nostra regione nel mondo, ma rappresenta un presidio umano e sociale, per interi territori che, diversamente sarebbero lasciati all’incuria e all’abbandono.
