Luca Sani - Per la Maremma in Parlamento con il Partito Democratico
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01 Giugno 2010

SCUOLA/ «Riforma Gelmini: disastro»

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Luca Sani e Lucia Matergi (Pd) visitano plessi e istituti della provincia: molte le situazioni vicine al collasso

di Enrico Pizzi
GROSSETO. Scuole sempre più a rischio chiusura con la riforma Gelmini che «in realtà - dice l’onorevole Luca Sani (Pd) - non è una riforma, ma solo tagli senza una visione della scuola». Per dirla in numeri, i tagli hanno cancellato già 120 posti di insegnante a livello provinciale tra 2009 e 2010; e saranno pochi meno quelli che si perderanno, ancora, con l’anno scolastico 2010-1011.

Sani, insieme al consigliere regionale Lucia Matergi, ha visitato ieri alcune scuole del territorio. La scuola elementare di via Giotto, che ha problemi di dimensionamento e carenza di insegnanti e personale Ata; l’istituto comprensivo di Paganico, scuola appena fatta che rischia di essere una cattedrale deserto per carenza di personale; e a Manciano, con l’assessore provinciale Cinzia Tacconi hanno incontrato dirigenti, insegnanti, Ata e amministratori dei Comuni della zona sud.

«In alcune situazioni della nostra provincia - dice Sani - siamo al limite, in altre il limite è già superato: ci sono piccoli plessi che rischiano la chiusura perché non c’è un numero adeguato di alunni, ma questo significa scoraggiare le famiglie a continuare a vivere nei paesi che finiranno per spopolarsi».

Sani sottolinea come i tagli arrivino a fronte di una domanda crescente delle famiglie, sia per il numero dei ragazzi che per le ore richieste. Il tempo pieno, infatti, va per la maggiore e non sembra che le scuole siano in grado di dare sempre risposta adeguata. «Quello che ci preoccupa - incalza il parlamentare - è che per far fronte ai maggiori tagli del Governo sono dovuti intervenire, quest’anno, gli enti locali. Ma ora si sta varando una manovra finanziaria che investirà proprio Comuni e Regioni».

Lucia Matergi punta l’attenzione soprattutto sull’approccio della scuola con gli stranieri e con i disabili. Sul primo fronte, si parla di scuole che raggiungono anche il 50% di presenze straniere, come a Monticello, dove proprio la popolazione straniera consente la sopravvivenza del plesso. Per i disabili, i tagli hanno colpito gli insegnanti di sostegno e a farne le spese sono i bambini stessi e le loro famiglie. E poi il ricorso alle pluriclassi, pur di salvare un plesso. «In una stessa classe - dice Matergi - in un caso avremo bimbi di prima, di quarta e di quinta, per fare lezione la dirigente prevederà delle compresenze, che però le mancheranno in altri plessi». Ciliegina sulla torta, la mancanza di un dirigente dell’ufficio scolastico provinciale che risieda sul territorio.


Un commento a “SCUOLA/ «Riforma Gelmini: disastro»”

  1. Jerry Russo:

    Il Clil, novità europea Il Ministro Gelmini, in tv, ha segnalato come epocale l’introduzione, nel solo ultimo anno delle scuole superiori, di una disciplina in lingua straniera: CLIL si chiama ….Sigla mirabile che già appassiona gli addetti ai lavori con un interrogativo altrettanto epocale: saranno i madrelingua inglese ad imparare la filosofia o viceversa i prof. di filosofia a frequentare i corsi accelerati e brevi di inglese come è già avvenuto con le maestre uniche? La riforma già taglia conversazione inglese impartita dai madrelingua dai tecnici (ITT), con l’introduzione del CLIL con docenti italiani non laureato in Inglese si abbasserà il livello della conoscenza della lingua straniera dei nostri alunni, purtroppo…..

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