Luca Sani - Per la Maremma in Parlamento con il Partito Democratico
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22 Luglio 2010

AGRICOLTURA/ Sani: «sostegno pieno agli scioperi di Cia e Confagricoltura»

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Nella giornata di mercoledì la maggioranza è andata sotto in commissione Agricoltura (XIII) per 18 a 17, senza esprimere il proprio parere sul DL 78/2010, la famigerata manovra “correttiva” per la stabilizzazione dei conti pubblici

A far mancare il proprio voto, i parlamentari della Lega, usciti dall’aula della commissione, perché in disaccordo con le posizioni del Pdl sulla questione delle quote latte.

«Aldilà del folclore e delle plateali uscite dall’aula della Commissione - sottolinea Luca Sani - devo constatare una sostanziale continuità tra il vecchio ministro Zaia e il nuovo ministro Galan, che si traduce nell’immobilismo più totale rispetto alle emergenze che quotidianamente affronta il mondo dell’agricoltura. Nessuna attenzione per il settore primario ieri, nessuna oggi.

Emblematica l’assenza di misure specifiche nel Disegno di legge 78/2010 in conversione alla Camera, così come la grottesca vicenda delle “quote latte”.

Il ministro Galan ha fatto la faccia dura da Bruxelles, minacciando le dimissioni nel caso fosse mantenuta nel Dl 78/2010 il posticipo al 31 dicembre dei pagamenti delle multe per lo sforamento delle quote latte. Poi la Lega ha alzato il livello dello scontro e l’iniquo articolo 40-bis non è stato rimosso dal provvedimento. Senza che Galan si dimettesse, ovviamente.

Ma il problema di fondo è ben più grave delle sorti di Galan. Quel che è scandaloso, infatti, è che si adottano provvedimenti che sfoceranno in una procedura d’infrazione dell’Unione europea nei confronti dell’Italia, e quindi in una multa salata, e allo stesso tempo non si trovano nemmeno le risorse per misure elementari e assolutamente necessarie, come la proroga degli sgravi contributivi per gli agricoltori che operano in zone montane e svantaggiate.

Si buttano così via soldi preziosi solo per garantire la riserva indiana elettorale della Lega Nord, composta da poche migliaia di allevatori disonesti e rei confessi (fra quali un parlamentare-allevatore), penalizzando centinaia di migliaia di agricoltori. Che da due anni attendono un segnale di attenzione rispetto ad una crisi devastante.

Hanno quindi ragione da vendere Cia e Confagricoltura a protestare duramente, come hanno fatto oggi e faranno lunedì, per richiamare il governo almeno ad un atteggiamento di responsabilità nei confronti di un settore strategico per l’economia del Paese».

Il resoconto stenografico dell’intervento di Luca Sani in XIII Commission, nella seduta del 21.07.2010

Luca SANI (PD) osserva che una manovra correttiva era effettivamente necessaria a fronte di un debito pubblico uscito fuori controllo anche per responsabilità della maggioranza e del Governo, che avevano ereditato un avanzo primario che hanno però provveduto a dissipare in pochi anni.

Si tratta di una manovra correttiva anche delle scelte sbagliate finora compiute. Si tratta altresì di una manovra straordinaria, che si caratterizza per la totale assenza di politiche per i settori di competenza della Commissione e per garantire al sistema agroalimentare di funzionare.

Inoltre, si può ben dire che «mette le mani nelle tasche» degli agricoltori, una categoria tra le più deboli, che dovrà a breve affrontare il costo della mancata proroga degli sgravi sui contributi previdenziali che finora sono stati garantiti alle imprese agricole di vaste aree montane e svantaggiate del Paese. Manca inoltre ogni intervento in favore degli investimenti per la crescita, come se il sistema agroalimentare fosse estraneo alle possibilità di crescita complessiva dell’economia italiana.

Nulla è previsto neanche per assicurare il ricambio generazionale e per fronteggiare l’invecchiamento che si registra in agricoltura. Da questo punto di vista, il decreto in esame si pone in una linea di continuità rispetto ai provvedimenti economici adottati dall’inizio della legislatura, condannando l’agricoltura ad un ulteriore declino.

Appare pertanto facilmente comprensibile che, se non si rende vantaggiosa la produzione agricola, gli agricoltori si dedichino alla produzione di energia elettrica.

L’unica misura prevista per il settore agricolo è, purtroppo, quella relativa alle quote latte, che sarà sanzionata dall’Unione europea, con la conseguenza che i contribuenti italiani pagheranno per un favore reso a pochi «furbi». Dispiace che si tratti del primo atto politicamente significativo dopo l’insediamento del Ministro Galan e che ancora una volta il Ministro delle politiche agricole non riesca a raggiungere alcun risultato e venga anzi smentito dal Governo, anche quando minaccia le dimissioni. Si deve quindi prendere atto che, all’interno di questa maggioranza, la Lega «detta la linea».


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