29 Agosto 2010
PD/ Sani: «Mi sfugge l’utilità delle dichiarazioni di Renzi. Non servono nè ipocrisie nè divisioni pretestuose»


Dopo l’intervista di Matteo Renzi a La Repubblica, Luca Sani interviene in veste di coordinatore della segreteria regionale
«Sfugge l’utilità delle dichiarazioni rilasciate da Matteo Renzi a La Repubblica.
Non c’è dubbio che in Italia e nel Pd ci sia bisogno anche di un rinnovamento della classe dirigente ma, per favore, finiamola con certe ipocrisie: non si può dire mandiamoli a casa perché hanno fatto tre mandati parlamentari e poi sostenere che va bene Vendola, che di mandati parlamentari ne ha già fatti quattro.
Se a Renzi piace lo statuto del partito, non gli sarà certamente sfuggito che per il Pd, il candidato leader è il segretario eletto con le primarie. Motivo per cui è poco comprensibile il tentativo di delegittimare Bersani.
In questo momento, il primo pensiero degli elettori del Pd è di mandare a casa Berlusconi e chiudere una lunga stagione politica che ha prodotto guasti al sistema democratico e alla tenuta economica e sociale del Paese.
Ora non servono divisioni pretestuose. Né è utile riproporre l’ennesima discussione interna sui gruppi dirigenti del PD, che davvero comincia a stancare e a far sbadigliare. Magari condendola con un tono e un linguaggio forzato solo per far notizia. Chi già ci vota e, soprattutto, chi è disponibile a farlo, oggi pretende uno sforzo unitario e uno scatto nella proposta di alternativa al governo fallimentare del centrodestra. La proposta di Bersani, di un ulivo nuovo, risponde a questa aspettativa, riapre lo spazio per una iniziativa forte e unitaria del centrosinistra ed è largamente condivisa anche in Toscana, perché parla, appunto, direttamente dei bisogni reali del Paese.
Matteo Renzi, per il valore della sua esperienza, visto che non lo ha fatto al congresso, può contribuire assieme a tanti altri a questo progetto collettivo, parlando magari di lavoro che cambia, innovazione, ambiente e tasse. Spiegandoci anche quale sistema politico immagina per il futuro dell’Italia. È così che una nuova generazione di dirigenti nazionali può affermarsi e non delegittimando chi, come Bersani, è stato chiamato a guidare il PD attraverso un congresso e le primarie.
Si tratta di un lavoro che richiede tempo, che si può fare, e che in tanti fanno, anche più sommessamente, senza dover ogni volta calcolare l’utile ritorno mediatico».
On. Luca Sani - Coordinatore esecutivo PD della Toscana

30 Agosto 2010 alle 00:08
Gent.mo Luca.
Sinceramente condivido in pieno l’articolo di Renzi in quanto sono tra quelli, e ce ne sono molti, che si sono impegnati per un vero e proprio cambiamento generazionale e di genere.
Sono stata eletta nella costituente del 2007 ma presto mi sono resa conto che è stata tutta una finta, i vecchi capibastone c’erano e volevano rimanerci perché in certi riconoscimenti partitici si hanno prebende e privilegi ai quali, chi vi soggiace per anni, non può più farne a meno. Così, sempre secondo logiche partitiche si sbandiera di cambiar tutto per poi non far muovere niente.
Da noi sono stati riesumati ex assessori, ex sindaci e via con la saga degli zombi. risultato, un Pd lacerato, non credibile, che è andato al ballottaggio con la destra, ed una lista civica, la mia, che siede all’opposizione in consiglio con 3 consiglieri ma, la cosa più importante è quella di non essere ricattabili.
Siamo un sedici per cento che fa politica per passione, non ci campa, anzi ne ha subito le conseguenze, ma ora si può permettere di pensare, ascoltare e decidere autonomamente per il bene collettivo e non per logiche di potere. Ed ecco che vengono alla luce strani affari…..se poi le interessa le mando un po’ di rassegna stampa. comunque per farla breve, non si può pensare che il problema sia Berlusconi, il problema e all’interno di un centro sinistra che sotto sotto non sa rigenerarsi e che, in tutti i modi, oramai, ragiona e si comporta, senza più neppure accorgersene, come il famigerato nemico politico. Sembra di vivere il gioco dei bambini, quando fanno guardie e ladri scambiandosi i ruoli all’occorrenza. grazie dell’attenzione.
3 Settembre 2010 alle 11:18
Ripresentare un “nuovo” Ulivo alle, ormai vicine, elezioni ricreerebbe la medesima situazione datata 2006: maggioranza rachitica, idee congelate ed un vasto assortimento di inciuci.
Le tre prospettive sarebbero alimentate dal fatto che una coalizione come l’Ulivo sarebbe votata singolarmente dai “soliti” di sinistra, trascurando, quindi, l’aspetto che il Pd dovrebbe acquisire elettori nuovi, d’altre sponde, anzi siffatto fenomeno sarebbe ulteriormente sfoltito dai movimenti “popolari”, come quello di Beppe Grillo. Con una maggioranza scarsa quindi, è conseguenziale il soffocamento di idee innovative, se non nel caso in cui siano di gradimento, e ne dubito, a coalizioni come l’UDC.
Da ciò lo scontato inciucio per sperare di portare a casa qualcosa..Infine è anti-costruttivo e struggente che un esponente del Pd della sua rilevanza snobbi ideali innovativi e di grembo popolari come quelli di Renzi. Sarà per caso simbolo, mi corregga se sbaglio, di un attaccamento alla poltrona?
4 Settembre 2010 alle 23:04
Caro Marco,
Per quale motivo chi non si riconosce negli argomenti, e nel modo di esporli, del sindaco di Firenze, dovrebbe essere più “attaccato alla poltrona” di quanto non potrebbe esserlo lo stesso Renzi?
Il problema non è l’attaccamento alla poltrona, ma come riconquistare il consenso della maggioranza degli Italiani. Nel 2008 siamo andati da soli e si è visto com’è finita. Ora qualcuno pensa che il primo dei problemi - dopo un congresso celebrato un anno fa - sia quello di “rottamare” Pierluigi Bersani, senza peraltro spiegare con chi e con quale disegno alternativo. Altri evidentemente pensano che impedendo di parlare a Schifani, ospite della festa del Pd di Torino, si conquistino consensi plebiscitari.
Io credo che il Pd abbia il compito di catalizzare forze democratiche e di parlare di cose concrete alla gente comune, perché 200 manifestanti che urlano, o qualche battuta sui giornali e in Tv, incidono sulla vita reale delle persone anche meno di zero.
Il cosiddetto Nuovo Ulivo è il tentativo di allargare il campo e ricreare un fronte comune che è politico, ma anche sociale, per tornare a governare questo disastrato Paese. Fischi e piazzate sono una cosa per élite, che rappresentano poco più che sé stesse.
Se sapremo essere sobri nei comportamenti, magari senza spendere più di un milione di euro per vincere le primarie com’è successo a Firenze; se sapremo proporre soluzioni alternative ai problemi, facendoci carico di risolvere anche quelli creati dal malgoverno Berlusconi; se sapremo ascoltare per poi decidere, senza rinviare all’infinito le scelte. Allora potremo tornare a governare l’Italia.
Tutto questo ha poco a che vedere con la “poltrona”.
D’altra parte, per quel che mi riguarda, sono il primo a chiedere di passare per il giudizio popolare delle primarie. Non mi interessa proprio essere un parlamentare nominato dai vertici nazionali del mio partito. Chiedo da tempo che si facciano le primarie di collegio, e non ho angosce particolari sul mio futuro. Se non vincessi le primarie la “poltrona” sarebbe occupata da qualcun altro, che non accuserei mai di “volerla occupare”.
Le democrazie parlamentari funzionano da sempre così. Qualcuno siede sulla propria poltrona alla Camera o al Senato, come su altri tipi di poltrona, per rappresentare molti altri. L’importante è che abbia il consenso per farlo. E’ il meccanismo che anima la Democrazia.
Luca Sani