02 Settembre 2010
AGRICOLTURA/ «Un plauso alla Regione per il salvataggio dei produttori di pomodoro da industria»


Luca Sani, membro della XIII Commissione agricoltura, mette in evidenza la differenza di approccio tra Regione Toscana e Governo
«In occasione della crisi di mercato che ha messo in ginocchio i produttori di pomodoro da industria, ancora una volta la Regione Toscana ha saputo dare una risposta tempestiva agli agricoltori toscani. Agendo con prontezza e costringendo il Mipaf a prendere coscienza dei problemi di questo comparto, che solo in Toscana quest’anno ha generato 200.000 quintali di prodotto.
Il fatto che la Regione, grazie ad un accordo promosso dall’assessore Gianni Salvadori tra Fidi Toscana e Banca Monte dei Paschi, abbia garantito il ritiro di 50.000 quintali di pomodoro da parte dell’impianto di Albinia di Conserve Italia, con il pagamento di 73 centesimi al quintale corrispondenti alla qualità del prodotto, è particolarmente significativo. Perché ha consentito di salvare dalla bancarotta decine di aziende. Prese nella tenaglia della crisi produttiva dovuta al cattivo andamento delle semine e della concorrenza sleale dei produttori cinesi, che esportano centinaia di migliaia di quintali di prodotto di bassa qualità a prezzi stracciati.
L’impegno della Regione – che ha garantito il pagamento ai produttori di pomodoro da industria circa 3.650.000 euro – arriva dopo i 600.000 euro di sostegno al credito per i cerealicoltori ed è tanto più significativo perché in questo momento anche le istituzioni soffrono di una carenza cronica di risorse finanziarie. Salvadori e la Regione, a differenza del governo, hanno così dimostrato che nonostante il momento di difficoltà è possibile muovere delle leve per sostenere l’economia.
Non è infatti un segreto per nessun agricoltore che da più di due anni il governo Berlusconi ha rimosso dalla propria agenda il settore primario. Come se non fosse uno di quelli che contribuiscono al benessere e alla creazione di ricchezza come tutti gli altri.
Delle 200 mila le tonnellate di pomodoro prodotte in Toscana, 150 mila sono state lavorate sul territorio regionale. Le rimanenti 50 mila tonnellate avrebbero dovuto prendere altre strade ed essere lavorate fuori regione.
Il prezzo, concordato prima dell’inizio della stagione, doveva essere di circa 70 centesimi al chilogrammo. Ma al momento del ritiro del prodotto le aziende di lavorazione fuori dalla Toscana non hanno rispettano gli accordi, e i produttori si sono visti offrire prezzi stracciati rispetto a quanto pattuito. Con una perdita calcolata in 2 mila euro per ettaro.
Fra i grandi accusati della situazione i pomodori cinesi e il prodotto derivato dai pomodori proveniente dalla Cina a prezzi stracciati che hanno fatto precipitare le quotazioni. Una situazione che mette in ginocchio le aziende, penalizzate anche dal meccanismo dei premi comunitari, che permettono il pagamento soltanto se si rispettano i quantitativi di prodotto ritirato.
