Luca Sani - Per la Maremma in Parlamento con il Partito Democratico
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14 dicembre 2010

WELFARE/ Sani: «Ripristinare immediatamente il 5 per mille. Pd mobilitato accanto al Terzo settore»

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Mercoledì 22 il Consiglio dei ministri definirà il decreto Milleproroghe. Un ordine del giorno chiede al Governo di ristabilire il finanziamento del 5 per Mille.

«Lo scippo della potestà dei contribuenti di destinare il 5 per mille della propria Irpef al sostegno delle attività delle organizzazioni del Terzo settore – sottolinea Luca Sani – è una cosa indegna, rispetto alla quale il governo deve fare immediatamente marcia indietro.

Come ha saggiamente sottolineato il presidente Napolitano, la realizzazione di una «compiuta democrazia sociale» non può prescindere da modalità d’incentivazione delle attività di associazioni, fondazioni, enti di ricerca e di promozione sociale, organizzazioni riconducibili al vasto mondo del no profit.

La destinazione del 5 per mille dell’Irpef al Terzo settore è stata introdotta nel 2005, e da allora ha riscontrato un successo crescente fra i contribuenti, 14 milioni dei quali hanno scelto di sostenere con il proprio contributo le attività sociali.

Il Partito democratico ha presentato pochi giorni fa un ordine del giorno, approvato in modo trasversale, che impegna il Governo a ripristinare il finanziamento di 400 milioni di euro destinato a coprire il fabbisogno delle destinazioni del 5 per mille. Finanziamento che era stato ridotto di tre quarti (appena 100 milioni per 30.000 soggetti beneficiari) con la Legge di stabilità approvata poche settimane fa.

A questo punto, è necessario che il finanziamento venga immediatamente ripristinato, inserendolo nel Decreto “milleproroghe” di prossima approvazione.

Il Governo, d’altra parte, sta procedendo ad uno smantellamento progressivo dei pilastri del nostro welfare. Il 5 per mille, infatti, è solo l’ultima pietra dello scandalo, che segue al dimezzamento delle risorse per il Servizio civile nazionale, all’azzeramento del Fondo nazionale per la non autosufficienza (dai 400 milioni del 2010), alla riduzione del 63,4% dei fondi statali a carattere sociale».

FONDI STATALI DI CARATTERE SOCIALE (Bilancio di previsione dello Stato – milioni di euro)

00 2008 2009 2010 2011 2012 2013
Fondo per le politiche della famiglia 346,5 186,6 185,3 51,5 52,5 31,4
Fondo pari opportunità 64,4 30,0 3,3 17,2 17,2 17,2
Fondo politiche giovanili 137,4 79,8 94,1 12,8 13,4 10,6
Fondo infanzia e adolescenza 43,9 43,9 40,0 39,2 40,0 40,0
Fondo per le politiche sociali (*) 929,3 583,9 435,3 273,9 70,0 44,6
Fondo non autosufficienza 300,0 400,0 400,0 0,0 0,0 0,0
Fondo affitto 205,6 161,8 143,8 32,9 33,9 14,3
Fondo inclusione immigrati 100,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
Fondo servizi infanzia 100,0 100,0 0,0 0,0 0,0 0,0
Fondo servizio civile 299,6 171,4 170,3 110,9 113,0 113,0
TOTALE 2.526,7 1.757,3 1.472,0 538,3 340,0 271,1
Variazione % rispetto all’anno precedente -30,4% -16,2% -63,4% -36,8% -20,3%

(*) al netto delle spese obbligatorie per interventi costituenti diritti soggettivi


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