26 Ottobre 2011
AGROALIMENTARE/ Contraffazione: Camere, “italian sounding” agroalimentare vale 55 mld. Le truffe vere e proprie pesano per altri 5-6 miliardi


Luca Sani relatore nella Commissione bicamerale Anticontraffazione
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 26 ott - Supera i 60 miliardi di euro l’anno il giro d’affari della contraffazione nel settore agroalimentare. Di questi 5-6 miliardi si stima derivino dalla contraffazione vera e propria e 54-55 miliardi dal cosiddetto “italian sounding” (tipo il “parmesan” che richiama nel nome il “parmigiano”).
É uno dei dati che emerge dalla bozza di relazione sulla contraffazione nel campo agroalimentare che la commissione bicamerale Anticontraffazione ha messo a punto e che si appresta a discutere nei prossimi giorni per l’approvazione definitiva. La cifra del fenomeno dei prodotti “italianeggianti” sia per il nome che per immagini messi sulla confezione (come la bandiera italiana o il Vesuvio) é 2,6 volte superiore, si rimarca nel documento, rispetto all’attuale valore delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari (23,3 miliardi di euro nel 2009).
Nella bozza si evidenzia ancora che per giungere al pareggio della bilancia commerciale del settore agroalimentare italiano, sarebbe sufficiente, ad importazioni invariate, «recuperare quote di mercato estero per un controvalore economico pari al 6,5% dell’attuale volume d’affari dell’italian sounding».
Per il presidente della Commissione, Giovanni Fava (Lega) questi numeri segnalano «un problema serio ma anche un”opportunita”, perché c”é un margine di recupero di questo mercato».
Uno dei relatori, Luca Sani (Pd), da parte sua rileva che le conclusioni (che saranno elaborate a completamento del documento entro un paio di settimane) porteranno su questo aspetto «suggerimenti dal punto di vista normativo», ma osserva che la questione riguarda anche i rapporti tra Paesi, visto che alcune di queste produzioni non avvengono in Italia.
Più in generale, dal documento emerge che il valore complessivo del mercato dei prodotti contraffatti ammonta a circa 7 miliardi l’anno. Naturalmente, la contraffazione ha impatto sia sulle mancate entrate per l’erario (stimate nel 2008 in circa 5 miliardi e 281 milioni: il 2,5% del totale del gettito dello Stato) che sul’occupazione (la sconfitta del fenomeno porterebbe alla creazione di 130mila nuovi posti di lavoro).
Fava rileva ancora che l’agroalimentare incide «per due terzi» sul complesso dei beni contraffatti, ricordando che il Made in Italy é un marchio «sinonimo di qualità», la cui contraffazione, «oltre ad essere un reato», costituisce un «grave danno» per l’immagine dei prodotti e dei produttori italiani. Il fenomeno riguarda soprattutto i mercati esteri ma, rileva ancora Fava, «in Italia qualche zona grigia l’abbiamo nella grande distribuzione, per la corsa forsennata al prezzo».
