07 Dicembre 2011
AGROALIMENTARE/ Biologico: in vendita oltre 700mila tonnellate di cibo falso

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Una cifra che supera i 200 milioni di euro di fatture per operazioni inesistenti, oltre 2.500 tonnellate di merce (per lo piu’ frumento, favino, soia, farine e frutta fresca) sequestrata in quanto falsamente biologica, più di 700mila tonnellate di falsi prodotti alimentari bio commercializzate.
Sono i dati delle transazioni ricostruite dalla Guardia di finanza di Verona che - al termine di una complessa indagine, coordinata dalla locale procura della Repubblica - ha stroncato una gigantesca frode nel settore della commercializzazione di prodotti provenienti da agricoltura biologica.
In queste ore le Fiamme gialle stanno eseguendo a Verona, Ferrara, Pesaro Urbino e Foggia 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere, disposte dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Verona, a carico di altrettante persone accusate di aver immesso sul mercato prodotti alimentari falsamente biologici “per un valore pari a oltre un decimo dell’intero mercato nazionale di settore”. L’operazione è stata ribattezzata ‘Gatto con gli stivali”.
in data:06/12/2011

26 Dicembre 2011 alle 19:32
Dall’esame di tutti i documenti che interessavano le ditte coinvolte si è accertato che il volume di prodotti con falsa certificazione biologica è meno del 2,5% di quello prospettato dalla GdF, che si riferisce all’intera quantità registrata dalle ditte indagate, che risulta frutto di fatturazione fittizia: non a caso agli arrestati vengono addebitati i reati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture e altri documenti inesistenti, la dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Anche il valore dei prodotti accompagnati da certificati falsificati è nettamente inferiore a quello stimato la settimana scorsa: applicando le quotazioni di mercato odierne, arriviamo a fatica a 5 milioni di Euro (contro i 220 milioni di cui s’era parlato: anch’essi sono riferiti al volume d’affari complessivo delle società coinvolte, sempre gonfiato da operazioni inesistenti).
L’organismo di controllo non è stato nè complice nè connivente: ha licenziato in tronco e denunciato alla magistratura il suo collaboratore dell’ufficio marchigiano (ora arrestato) nell’estate 2010, non appena è stato scoperto il suo comportamento infedele.
È stato anche accertato che la frode si è protratta da ottobre 2007 ad agosto 2008 e ha riguardato esclusivamente orzo, mais e soia per mangimi, girasole, farro, 2 partite di frumento e delle mele da purea (in sostanza, nella quasi totalità ingredienti per mangimi)
Il perimetro della frode (che innegabilmente c’è stata, ma si palesa più come “frode fiscale” che come “frode biologica”), va assai ridimensionato.
Ciò non basta a rasserenare le 47.658 aziende perbene e le oltre 300.000 persone che lavorano nel settore biologico italiano (che sono parte lesa e attraverso le loro organizzazioni stanno costituendosi parte civile nel processo), ma dà almeno la dimensione corretta.