Luca Sani - Per la Maremma in Parlamento con il Partito Democratico
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19 Gennaio 2012

COSTA CONCORDIA/ Scontro sull’inchino al Giglio: fatto 52 volte

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Duro intervento alla Camera del deputato Pd. La collega del Pdl replica: «Strumentalizzi una tragedia». Sani: «Grave la lettera di Ortelli». Faenzi: «Lui non autorizza, semmai la Capitaneria»

GROSSETO - (g.d’o) La polemica politica, finora trattenuta sull’onda dell’emotività che ha colpito indistintamente tutti per la tragedia del Giglio, è deflagrata ieri nell’aula della Camera. Mancavano pochi minuti alle 17 quando nell’emiciclo di Montecitorio ha preso la parola il deputato maremmano Luca Sani, che a nome del gruppo parlamentare del Pd non si è limitato a commentare positivamente l’informativa urgente resa dal Governo atttraverso i ministri Passera e Clini e il vice ministro Ciaccia, ma ha duramente contestato «l’inchino» come abitudine di molte, troppe, navi da crociera e stigmatizzato la condotta del sindaco del Giglio Sergio Ortelli.

«Abbiamo assistito - ha detto Sani riferendosi a Schettino - alla superficialità e al cinismo che si trasforma in crimine. Occorre, perciò, fare piena luce su questa intera vicenda. Le responsabilità del comandante sono evidenti e imperdonabili, ma altri aspetti richiedono di essere chiariti - ha aggiunto - come i tempi e i ritardi con cui è stato dato l’allarme, il funzionamento della macchina dei soccorsi a bordo, ad opera del personale che Costa Crociere ha messo a disposizione e che ha evidenziato molte carenze».

Per il parlamentare del Pd le cose da chiarire sono, però, anche altre. A partire da quella che ha definito «la tolleranza nei confronti del traffico nei nostri mari. In questo caso si è evidenziata una pratica e una consuetudine - alcuni hanno parlato di una tradizione di avvicinamenti alla costa da parte delle navi da crociera (il cosiddetto inchino, ndr) - e quindi non si è trattato solo dell’episodio di questa volta. Sono stati registrate - ha denunciato - solo all’isola del Giglio, almeno altre 52 occasioni in cui questo fatto è avvenuto. Viene, allora, da chiedersi perché questa pratica non è mai stata sanzionata, considerato che, come avviene spesso sulle nostre coste, basta che una piccola imbarcazione o natante si avvicini o si allontani più del dovuto dalla costa, che viene talvolta fermata e sanzionata».

Sani ha citato la legge 51 del 2001 «che individua le forme di monitoraggio del traffico marittimo e anche le norme attraverso le quali le scatole nere devono essere consegnate, alla fine dei viaggi, e analizzate. Ma di tutto questo, nella vicenda in esame e in altre, non vi è traccia». Per questo secondo l’esponente del Pd «occorre fare chiarezza anche sull’impianto normativo e capire se quello attualmente in vigore riguardo al traffico marittimo, è soddisfacente o va ulteriormente implementato, al fine di evitare il ripetersi di queste tragedie. Tra l’altro - ha evidenziato - tutto ciò è avvenuto in un tratto di mare di particolare pregio ambientale. Siamo nel Parco nazionale dell’arcipelago toscano, il più grande parco marino d’Europa, compreso, a sua volta, all’interno del santuario internazionale dei cetacei. In questo periodo, inoltre, quel Parco nazionale è stato interessato da ben due tragici episodi (oltre alla Concordia anche i barili dispersi al largo della Gorgona con dentro sostanze pericolose, (ndr) e per questo dobbiamo riflettere se occorrono nuovi strumenti normativi. Siamo in un contesto, tra l’altro, in cui in alcune aree vige il divieto di balneazione - ha fatto notare il deputato - e questo proprio a tutela del contesto ambientale. Come si può, dunque, conciliare il divieto di balneazione per la tutela ambientale con il passaggio delle navi da crociera?»

Quindi la polemica più dura e in questo momento più impegnativa, quella col sindaco del Giglio. «È’ incomprensibile - ha detto in Aula - il fatto che il sindaco abbia scritto (ad agosto, ndr) al comandante della Costa per compiacersi dei passaggi di fronte all’isola. Il sindaco sa benissimo e dovrebbe conoscere la vulnerabilità di quel contesto e i rischi ambientali che ne derivano».

Dai banchi del Pd sono arrivati applausi, mentre a stretto giro la parlamentare del Pdl Monica Faenzi (che in Aula non è intervenuta lasciando che a rappresentare la voce del centrodestra fosse il collega Valducci) ha diramato una nota stampa in cui definisce «oltremodo vergognoso» l’intervento di Sani «che non rende onore alle vittime dell’immane tragedia. Ancor più grave perchè fatto da un grossetano».

«E’ inaccettabile - scrive ancora la Faenzi - che si strumentalizzi un dramma come quello della Costa Concordia per fini meramente politici, attaccando in maniera dissennata il sindaco Sergio Ortelli, un uomo che si è trovato di fronte ad uno stato di crisi incredibile e che malgrado questo ha risposto in maniera lucida ed efficace, dando pieno sostegno, nel cuore della notte, ad oltre 4000 passeggeri che si sono riversati improvvisamente sull’isola. Lui, insieme a tutta la comunità gigliese - va avanti la nota - meriterebbero anzi un riconoscimento da parte dello Stato per il modo encomiabile nel quale si sono comportati».

La deputata Pdl ricorda anche il vice sindaco Mario Pellegrini «salito sulla nave per aiutare i passeggeri a scendere restando a bordo fino all’ultimo istante. E’ stato lui davvero l’ultimo ad abbandonare la Concordia». Rispetto alla lettera indirizzata, il 14 agosto scorso, da Ortelli al comandante della Concordia (non era Schettino), la Faenzi sostiene: «E’ vero che si era dichiarato felice di ricevere il cosiddetto inchino davanti alla propria isola, peraltro una prassi consolidata, eseguita da sempre in qualsiasi parte d’Italia. Ma non è certo il sindaco ad autorizzare o tollerare questa pratica, semmai le Capitanerie di Porto. Se c’è una persona che in tutta questa vicenda non ha alcuna responsabilità, è proprio il sindaco Ortelli che anzi rischia di subire danni incalcolabili da questa tragedia».


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