Luca Sani - Per la Maremma in Parlamento con il Partito Democratico
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14 Febbraio 2012

POLITICA/ Redditi on line dei parlamentari? Sul sito sono quasi tutti assenteisti Sani. «Io ci sono». Mugnai: «Lo farò subito». Faenzi: «Non ho segreti»

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di Alberto Celata
IL REDDITO
on line dei parlamentari della Repubblica italiana? Questo sconosciuto, o quasi. Dei 945 parlamentari (315 al Senato e 630 alla Camera) eletti dal Popolo italiano, al momento soltanto 224, ovvero poco più di un quinto, hanno pubblicato il proprio reddito on line.

E i parlamentari di Maremma? Il dato è ancora inferiore, se è vero che soltanto uno su tre lo ha fatto. E a farlo è stato il deputato del Pd, Luca Sani, che è ormai dal 2008 che pratica questa buona usanza. «Il mio reddito - ricorda il deputato democratico - è rappresentato di fatto dal solo stipendio di parlamentare che, al lordo, è di 122.478 euro, ai quali vanno tolti i 35mila euro che diamo a sostegno del nostro partito.

Ho fatto pubblicare on line il mio reddito perché si è trattato di fare due scalini e apporre una firma che consentiva la pubblicazione del mio reddito e soprattutto perché, di questi tempi, in cui la politica non gode sempre di buona fama presso l’opinione pubblica, più trasparenza c’è e meglio è. Pubblicare il reddito on line è anche un modo per rendere più diretto il rapporto tra cittadini ed eletti, in modo che il “Palazzo” sia sempre più di vetro, sempre più cristallino».

NON HANNO invece pubblicato on line il loro reddito né il deputato Monica Faenzi, ne il senatore Franco Mugnai, entrambi del Pdl. Ma mentre per quest’ultimo si è trattato di una dimenticanza, a cui presto provvederà, per la Faenzi è stata una scelta.

«Guardi - ci dice con una battuta Franco Mugnai - che voi della stampa sono anni che mi incoronate come il Paperone dei politici della Toscana, e non solo. Quindi, mi sembra che il mio reddito sia abbondamente già conosciuto e comunque se non l’ho fatto è solo una dimenticanza. Faccio controllare subito dal mio collaboratore e se è come dice lei lo facciamo mettere subito, non ci sono problemi».

Per Monica Faenzi è una questione di principio. «Reputo giustissimo che i cittadini sappiano quando prende un parlamentare e in generale qualsiasi amministratore pubblico. Cosa diversa è sapere se, svolgendo anche un’altra attività professionale, abbia anche un altro reddito. Credo che queste siano cose che la pubblica non sia tenuta a sapere. E comunque nel mio caso il reddito è esclusivamente quello di parlamentare. In più ho una casa in campagna, una a Grosseto in comproprietà con il mio futuro marito, e un’altra, sempre in comproprietà, con mia sorella, dono dei nostri genitori. Poi ho una mini e un cavallo e mezzo. Più trasparente di così, Però attenti: non vorrei che questo approccio nei confronti dei politici (e allora che dire degli stipendi di certi dirigenti pubblici?) potrebbe creare un’invidia sociale nei loro confronti».


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