05 aprile 2012
CONCESSIONI DEMANIALI/ Balneari in piazza contro il decreto Presentata un’interrogazione urgente al ministero per le scelte della Soprintendenza
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GROSSETO Piccoli imprenditori, quelli che gestiscono i bagnetti in Maremma, pronti a scendere di nuovo in piazza contro la Bolkenstein e contro il decreto che prevede l’autorizzazione della Soprintendenza per installare le attrezzature nei loro stabilimenti. Il 18 aprile, a Roma, il sindacato ialiano balneari di Confcommercio, in collaborazione con Fiba, Assobalneari e Balneatori Cna sarà alle 18.30 al palazzo dei Congressi all’Eur. E mentre gli operatori si organizzano, il parlamentare Pd Luca Sani ha presentato una interrogazione al ministero per i beni culturali, per «scongiurare una interpretazione restrittiva del decreto».
Alla manifestazione di roma parteciperanno i gestori delle aziende balneari che vedono il loro sistema economico messo a dura prova dalla direttiva Bolkenstein che nel 2015 prevede l’esproprio e la ri-assegnazione delle concessioni demaniali marittime turistico-ricreative attraverso le procedure di evidenza pubblica.
Ci si è poi messo il decreto che vieta l’occupazione (anche se temporanea) di arenili con strutture mobili a supporto della balneazione. «Le coste della provincia di Grosseto sono divenute note a livello nazionale e internazionale proprio perché costellate di bagnetti gestiti in questo modo – spiegano i balneari – da piccole imprese familiari locali che, attraverso un modello organizzativo unico, ha consentito di organizzare e adeguare in forma diversificata la propria offerta turistica a favore dei consumatori. Le nostre imprese contribuiscono a nutrire il sistema economico locale con l’investimento dei capitali sul territorio, e per questo chiediamo a Comuni i della Provincia e a tutti gli Associati Fipe-Sib di sostenere la manifestazione, assicurando la propria massiccia partecipazione».
Preoccupazioni che sono condivise da Luca Sani che ha chiesto un intervento urgente del Ministero per i beni e le attività culturali, con l’obiettivo di scongiurare interpretazioni restrittive del Dpr 139 del 2010 da parte della Soprintendenza, come ha denunciato il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori.
«Questa vicenda – spiega Luca Sani – ripropone un problema già emerso in passato nel nostro territorio, relativo agli eccessivi margini di discrezionalità con cui alcuni funzionari della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici hanno formalizzato i propri pareri obbligatori e vincolanti. Creando così difficoltà aggiuntive alle aziende in un contesto economico già di per sé fin troppo delicato. In questo caso, peraltro, non si capisce bene il motivo per il quale non si autorizzerebbe più ciò che è stato autorizzato senza problemi appena fino allo scorso anno, come la posa sull’arenile in concessione di gazebo ombreggianti, giochi per i bambini e torrette per l’avvistamento, che com’è ovvio sono fondamentali per garantire la sicurezza ai bagnanti».
Il sindaco di Capalbio qualche giorno fa lo ha detto chiaro: «Nello spirito dell’allegato del decreto – dice – non dovrebbero essere considerati interventi soggetti ad autorizzazione paesaggistica ma solo agli adempimenti previsti dal regolamento edilizio comunale». La materia va chiarita in modo definitivo e in tempi rapidi da parte del Ministero competente, «in modo da dare ai titolari delle concessioni demaniali gli strumenti per poter programmare con serenità il proprio lavoro – aggiunge Luca Sani – Tanto più che l’estate è alle porte, e non ci possiamo permettere di lasciare le imprese nell’incertezza. D’altra parte, i problemi verificatisi a Capalbio potrebbero teoricamente verificarsi sugli arenili di tutta la costa toscana, e questo costituirebbe un problema enorme». Francesca Gori

