13 luglio 2012
PICCOLI UFFICI POSTALI/ Sani interroga il ministro. E Poste: «Solo un report»


GROSSETO La possibile chiusura degli uffici postali, 33 in Maremma (e 600 esuberi nel personale in Toscana), mette in moto la politica. Se da una parte Lazzeri (Lega), chiede spiegazioni, dall’altra l’onorevole Luca Sani ha firmato, con Ermete Realacci, un’interrogazione al ministro dello sviluppo economico.
Al tempo stesso Poste chiarisce che l’elenco non è di uffici che saranno necessariamente chiusi, alcuni verranno riconvertiti. Sani e Realacci chiedono al ministro: «Come intenda intervenire, anche favorendo una concertazione fra la direzione regionale toscana di Poste italiane spa, e le istituzioni coinvolte, per evitare che decisioni unilaterali assunte dall’azienda arrechino seri disagi agli abitanti dei comuni della regione Toscana, al fine di garantire l’effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità nel rispetto del contratto di servizio postale universale».
E Poste Italiane precisa che l’elenco degli uffici postali diseconomici è solo un impegno con l’AgCom e non un piano di chiusure. «Ogni anno, in conformità alle disposizioni del contratto, Poste deve inviare all’autorità di vigilanza AgCom un report sugli uffici postali e sulle strutture di recapito che non garantiscono l’equilibrio economico.
Il monitoraggio è espressamente previsto dal contratto anche ai fini della sostenibilità del servizio universale e del sistema nel suo complesso. Viene quindi stilato un elenco degli uffici che non soddisfano i criteri di economicità, ma che non risponde a un piano di chiusure di uffici postali, materia che eventualmente andrebbe discussa preliminarmente con gli enti locali, il Mse e l’AgCom.
La diffusione della rete è infatti rimasta invariata, con 14 mila uffici postali, grazie anche alla valorizzazione di molti uffici trasformati in “centri servizi” dove ottenere servizi postali e finanziari ma anche certificati anagrafici, visure catastali, passaporti, servizi per la salute, pagamento dei ticket sanitari e permessi di soggiorno per stranieri».

