Luca Sani - Per la Maremma in Parlamento con il Partito Democratico
luglio 2012
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20 luglio 2012

TIRRENICA/ Sani polemico con Grilli: «gl’impegni presi tra Governo e Parlamento si rispettano. Ripristinare subito gli sgravi fiscali per la Tirrenica, o l’autostrada non si farà»

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«Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera – dichiara l’on Luca Sani – aveva preso l’impegno d’introdurre agevolazioni fiscali per le opere realizzate con il project financing, tra le quali l’autostrada tirrenica. Il neo ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ne ha sconfessato l’operato sottraendo Sat al regime di agevolazioni fiscali.

Il gruppo toscano dei parlamentari Pd ha subito presentato su mia iniziativa, di silvia Velo e Michele Ventura un emendamento per reintrodurre le agevolazioni fiscali in sede di conversione del Decreto “salva Italia”.

Aldilà della ricostruzione dei fatti, il ministro Grilli deve avere chiaro due cose, rispetto alle quali  deve assumersi le proprie responsabilità: non apprezziamo affatto la disinvoltura con cui ha tradito un impegno concordato tra Governo e Parlamento su una questione rilevante come il Corridoio tirrenico. In secondo luogo, è opportuno che sappia che il venir meno delle agevolazioni fiscali a sostegno del project di Sat, impedirebbero il completamento del Corridoio tirrenico. Senza se e senza ma. Perché ciò significherebbe sottrarre risorse alla variante Talamone-Ansedonia, all’abbattimento del pedaggio per i residenti e all’adeguamento della viabilità di servizio. Condizioni irrinunciabili.

Anche l’argomento sostenuto da Grilli – non si possono concedere agevolazioni fiscali ad opere prive di contributo pubblico – non è fondata. Il completamento del Corridoio tirrenico è un’opera strategica sia per lo Stato italiano che per l’UE, e considerata la sua rilevanza in termini infrastrutturali è inaccettabile che il Governo italiano non contribuisca nemmeno in minima parte alla sua realizzazione, come potrebbe fare proprio introducendo agevolazioni fiscali.

D’altra parte – conclude l’On. Sani – se l’autostrada non fosse realizzata, lo Stato rinuncerebbe anche a Iva, Irpef e quota di canone sui due terzi dell’opera esclusi dalle agevolazioni introdotte con la prima versione del Decreto salva Italia».


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