13 agosto 2012
POLITICA/ Sani: «un passo alla volta. Ora definiamo il perimetro del campo dei democratici e progressisti»


di Luca Sani
In stato d’emergenza vanno scelte le priorità sulle quali concentrare le forze. Per noi la priorità, in questa fase, è perimetrare il campo dei progressisti e approvare una legge elettorale che liberi l’Italia dal ricatto perenne dei voltagabbana (161 i cambi di casacca dal 2008 ad oggi).
Per questo ha fatto bene Pierluigi Bersani a stringere un patto comune d’azione con Sel e con Niki Vendola. Bisogna iniziare da chi ha davvero voglia di assumersi responsabilità di governo, consapevole delle enormi difficoltà del Paese. Con la carta d’intenti – Italia Bene Comune – abbiamo messo nero su bianco il nostro punto di vista iniziando una discussione seria con movimenti e associazioni civiche, alle quali avevamo già aperto votando su loro indicazione Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi nel cda della Rai.
Le intemperanze verbali, i massimalismi populistici e la demagogia spesso contigua alla destra più becera dei vari Di Pietro e Grillo, invece, non possono trovare cittadinanza nel nostro campo. Inutile girarci intorno: l’affidabilità e la serietà delle forze politiche è un requisito essenziale.
A questo proposito, però, è opportuno dirci fino in fondo anche altre verità. Chi alimenta il dibattito astratto sull’impossibilità di stringere alleanze con l’Udc o con altri partiti di centro è velleitario, e prepara il terreno al perpetrarsi di quell’instabilità politica che da vent’anni impedisce di governare i veri problemi di questo Paese. Lo stato comatoso dell’Italia non è una variabile indipendente, e chiunque pensi di poter governare nei prossimi anni nella logica dell’autosufficienza politica ha oggettivamente perso il contatto con la realtà.
Dalla palude in cui ci ha portato il berlusconismo si esce solamente costruendo un fronte politico vasto, che tenga insieme diversi pezzi della società italiana. Solo così avremo un governo autorevole e stabile, che sia in grado di far pesare l’Italia in Europa. Pesare per imprimere un’accelerazione nel campo delle politiche economiche, sociali e fiscali comuni. Senza le quali non ci sarà salvezza per nessuno.
In questa fase stiamo lavorando per definire il nostro campo, quello dei democratici e progressisti. Poi verrò il momento di discutere di alleanze e programmi di governo anche con altri. A partire dall’Udc, che ad esempio sul riconoscimento delle coppie di fatto ha fatto aperture fino a poco fa inimmaginabili.
La politica sta tornando a riappropriarsi del proprio ruolo, e questo è un bene per tutti. Ora è il momento d’insistere.

