<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	>

<channel>
	<title>Luca Sani</title>
	<atom:link href="http://www.lucasani.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.lucasani.it</link>
	<description></description>
	<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:00:14 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.7</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>POLITICA/ Bersani: «A Di Pietro dico: per costruire l&#8217;alleanza basta gridare all&#8217;inciucio»</title>
		<link>http://www.lucasani.it/2012/01/26/politica-bersani-%c2%aba-di-pietro-dico-per-costruire-lalleanza-basta-gridare-allinciucio%c2%bb/</link>
		<comments>http://www.lucasani.it/2012/01/26/politica-bersani-%c2%aba-di-pietro-dico-per-costruire-lalleanza-basta-gridare-allinciucio%c2%bb/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 10:58:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Da leggere]]></category>

		<category><![CDATA[Home]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Bersani]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucasani.it/?p=11231</guid>
		<description><![CDATA[
«Ciascuno si prenda le responsabilità per quello che dice. Aggiungo anche, e lo dico con il sorriso sulle labbra, che invece di tirare per la giacca me e lavarsene le mani, sarebbe meglio se si impegnasse anche lui in Parlamento».
Intervista a Pier Luigi Bersani di Maria Zegarelli - L&#8217;Unità
«Anch&#8217;io vorrei mandare un messaggio». Pier Luigi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-11232" title="logo-unitacc80-grande" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/logo-unitacc80-grande.jpg" alt="logo-unitacc80-grande" width="182" height="61" /><img class="alignright size-thumbnail wp-image-11233" title="bersani_bandiere2294_img" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/bersani_bandiere2294_img-150x150.jpg" alt="bersani_bandiere2294_img" width="107" height="107" /></p>
<h3><strong><em>«Ciascuno si prenda le responsabilità per quello che dice. Aggiungo anche, e lo dico con il sorriso sulle labbra, che invece di tirare per la giacca me e lavarsene le mani, sarebbe meglio se si impegnasse anche lui in Parlamento».</em></strong></h3>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Intervista a Pier Luigi Bersani di Maria Zegarelli - L&#8217;Unità</span></em><br />
«Anch&#8217;io vorrei mandare un messaggio». Pier Luigi Bersani entra nel suo ufficio a Montecitorio durante una pausa della discussione sulle mozioni per la politica europea, si siede sulla poltrona di cuoio scuro e inizia a parlare. «Adesso basta tirarmi per la giacca, meglio chiarire alcuni concetti». Il «messaggio» è per Antonio Di Pietro ma anche per Nichi Vendola, che oggi terranno insieme una conferenza stampa per rilanciare l&#8217;alleanza di centrosinistra e rispolverare un po&#8217; la foto di Vasto. <span id="more-11231"></span></p>
<p><strong>Segretario, Di Pietro sostiene che di fatto si sta creando una nuova alleanza. Quella del Pd con Pdl e Terzo Polo. </strong><br />
«Se non mi sbaglio quando si trattò di superare il governo Berlusconi e salvare l&#8217;Italia l&#8217;operazione che fu fatta fu sostenuta anche da Di Pietro e ben compresa da chi era fuori dal Parlamento, cioè Sel. L&#8217;alternativa non era quella di andare al voto, ma di andare avanti con Berlusconi fino al disastro. Per questo ho detto che non si poteva andare al voto sulle macerie».<br />
<strong><br />
Ma dopo quella fiducia l&#8217;Idv ha preso le distanze dal governo e accusa voi di votare qualunque provvedimento. </strong><br />
«Qui nessuno pretende che le forze centrosinistra suonino ogni volta la stessa nota o che ci sia il pensiero unico, quello del Pd. Questa è una fase politica impegnativa sia perché l&#8217;Italia è nei guai, sia perché dalle relazioni politiche che si determinano in questo passaggio può venire fuori un&#8217;ipotesi credibile di un centrosinistra di governo. Per  questo è richiesto a tutti senso di responsabilità».</p>
<p><strong>E invece?</strong><br />
«A Di Pietro lo dico amichevolmente, malgrado qualche volta si sia lasciato andare a termini come &#8220;inciucio&#8221;: sia chiaro, noi questo atteggiamento ad un alleato non lo consentiamo. Ciascuno si prenda le responsabilità per quello che dice. Aggiungo anche, e lo dico con il sorriso sulle labbra, che invece di tirare per la giacca me e lavarsene le mani, sarebbe meglio se si impegnasse anche lui in Parlamento. Se tutti dicessimo &#8220;voto solo quello che mi piace&#8221;saremmo al punto di partenza. Io accetto tutto, ma non le furbizie e all&#8217;Idv sottolineo che noi in Parlamento votiamo anche il loro documento sull&#8217;Europa».</p>
<p><strong>Eppure su alcuni quotidiani la mozione unitaria è stata letta come un assaggio di grande coalizione.</strong><br />
«Se dico &#8220;l&#8217;Italia prima di tutto&#8221; intendo davvero che l&#8217;Italia viene prima di tutto. E se dico &#8220;alleanza dei progressisti aperta alle forze moderate&#8221; intendo dire esattamente questo. Un&#8217;alleanza di centrosinistra aperta anche alle forze civiche e ai moderati: questa è la nostra strategia di fondo per la ricostruzione del Paese. Dunque, sono gli altri a dover dire se ci stanno. Oggi siamo il più grande partito del Paese che, per senso di responsabilità verso l&#8217;Italia, non ha dato vita ad una nuova maggioranza, ma il proprio sostegno ad un governo di impegno nazionale».</p>
<p><strong>Vendola le dice: subito l&#8217;alleanza e il cantiere del programma </strong><br />
«A Vendola riconosco che ha compreso le ragioni della scelta del Pd e con questo spirito gli dico che sono disposto a riaprire tavoli programmatici ma sui temi di cui parliamo oggi, dal lavoro alle riforme. Il rapporto lo si avvia partendo da questo, dai temi che sono oggi sull&#8217;agenda dell&#8217;emergenza. Basta con i tatticismi, nessuno può pensare di prenderci alle spalle».<br />
<strong><br />
Bersani, i temi di oggi sono quelli più spinosi. Dall&#8217;ipotesi di cancellare la cassa integrazione straordinaria all&#8217;articolo 18&#8230;</strong><br />
«Questi sono temi fuori corda, fuori luogo nel momento in cui si perdono migliaia di posti di lavoro».<br />
<strong><br />
Si riferisce al ministro Fornero? </strong><br />
«Penso che non serva evocare l&#8217;articolo 18 e che la prospettiva di riordino del sistema degli ammortizzatori sociali non possa prescindere dalla drammatica crisi industriale che è in corso. Noi sosteniamo lealmente questo governo ma continueremo a dire la nostra sulle misure che vanno adottate. Rimarremo il partito del lavoro, dell&#8217;equità, della giustizia sociale e che combatte le rendite di posizione. Su questo fronte credo che il centrosinistra possa muoversi in modo collegato e Vendola ha mostrato un atteggiamento consapevole».<br />
<strong><br />
Secondo lei sull&#8217;equità questo governo ha corretto la linea? </strong><br />
«Sull&#8217;equità ci sono state alcune novità che non vanno sottovalutate, ma bisogna avere più coraggio. E bisogna dire con chiarezza che questo Paese non farà più manovre correttive ma soltanto manovre per la crescita. La cosa che dobbiamo chiedere al governo oggi è di rendersi conto che l&#8217;esigenza di riforme si deve muovere tenendo conto del contesto di emergenza sociale che c&#8217;è».<br />
<strong><br />
Non teme che il Pd possa pagare un prezzo altissimo nel sostenere misure difficile da spiegare ai propri elettori? </strong><br />
«So bene quanto sia difficile per il Pd, ma come potrebbe essere altrimenti? Questo è un momento difficile per tutti gli italiani, come potrebbe un partito come il nostro pensare &#8220;io speriamo che me la cavo&#8221;? Ma è in momenti come questo che un grande partito riformista non può perdere la bussola e per questo ho chiesto a tutti i democratici di tenere duro, di restare uniti, perché il 2012 sarà un anno difficile. Dico questo proprio mentre i sondaggi dicono che andiamo bene perché so che potrebbero essere momenti critici».<br />
<strong><br />
Teme per la tenuta interna? </strong><br />
«Noi stiamo lavorando al nostro progetto, sono convinto che le scelte che abbiamo finora fatto alla fine saranno vincenti. Abbiamo una certa idea di democrazia e di leadership. Dopo Bersani ci sarà il Pd e sarà un grande partito solido».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucasani.it/2012/01/26/politica-bersani-%c2%aba-di-pietro-dico-per-costruire-lalleanza-basta-gridare-allinciucio%c2%bb/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>ECONOMIA/ Lavoro sì ma atipico</title>
		<link>http://www.lucasani.it/2012/01/25/economia-lavoro-si-ma-atipico/</link>
		<comments>http://www.lucasani.it/2012/01/25/economia-lavoro-si-ma-atipico/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 21:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Da leggere]]></category>

		<category><![CDATA[Home]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Irpet]]></category>

		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucasani.it/?p=11222</guid>
		<description><![CDATA[
L&#8217;economia toscana tiene, ma certo non c&#8217;è da stare allegri perché la fine dell&#8217;anno torna a presentare segnali negativi e scende di livello la qualità dell&#8217;occupazione.
Secondo i dati del rapporto 2011 sul mercato del lavoro, realizzato da Irpet e Regione, nei primi tre mesi del 2011 ci sono stati 30mila posti di lavoro in più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-11223" title="104444096-698a6abe-2f6c-46ca-8fc4-efe8a0b129e7" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/104444096-698a6abe-2f6c-46ca-8fc4-efe8a0b129e7-267x300.jpg" alt="104444096-698a6abe-2f6c-46ca-8fc4-efe8a0b129e7" width="76" height="86" /><img class="alignright size-medium wp-image-11224" title="27103779851" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/27103779851-300x119.jpg" alt="27103779851" width="216" height="86" /><img class="alignnone size-full wp-image-11225" title="logo-unita-toscana-quadrato" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/logo-unita-toscana-quadrato.jpg" alt="logo-unita-toscana-quadrato" width="72" height="72" /></p>
<h3><em><strong>L&#8217;economia toscana tiene, ma certo non c&#8217;è da stare allegri perché la fine dell&#8217;anno torna a presentare segnali negativi e scende di livello la qualità dell&#8217;occupazione.</strong></em></h3>
<p><em>Secondo i dati del rapporto 2011 sul mercato del lavoro, realizzato da Irpet e Regione, nei primi tre mesi del 2011 ci sono stati 30mila posti di lavoro in più rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. Numeri alla mano, il nostro manifatturiero è riuscito a recuperare terreno sul fronte dell&#8217;export, ma non è tutto oro quello che luccica.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>A rimetterci è soprattutto la scarsa qualità dell&#8217;occupazione, praticamente dominata dalla precarietà in un rapporto a vantaggio del lavoro instabile che la Cgil toscana stima di 10:1. Rimane, inoltre, al tappeto l&#8217;occupazione giovanile, per quella ancora non c&#8217;è niente da fare. Intanto, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso da Pisa precisa «In Italia dettano le regole le agenzie di rating».<br />
</em><span style="text-decoration: underline;"><em><br />
di Renzini - Masiero</em></span><br />
<strong>FIRENZE. </strong>Secondo i dati del rapporto 2011 sul mercato del lavoro realizzato da<strong> Irpet </strong>e <strong>Regione</strong>, presentato ieri a Firenze, nei primi tre mesi del 2011 ci sono stati 30mila posti di lavoro in più rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, con un saldo fra avviamenti e cessazioni nell&#8217;attività dipendente addirittura migliore di quanto riscontrato in altre regioni italiane come Veneto, Lombardia e Piemonte. Da una parte aumentano gli occupati (+23mila), dall&#8217;altra calano, anche se non di tanto, i disoccupati (-5mila), per una crescita dell&#8217;occupazione industriale del +2.3%.<span id="more-11222"></span></p>
<p>«L&#8217;economia toscana della <strong>piccola impresa</strong>, anche se fortemente assistita dagli <strong>ammortizzatori sociali</strong>, ha mostrato una <strong>capacità di resistere</strong> di fronte alla crisi più grave del dopoguerra», dice il <strong>direttore dell&#8217;Irpet Stefano Casini Benvenuti</strong>. Numeri alla mano, il nostro manifatturiero è riuscito a <strong>recuperare terreno sul fronte dell&#8217;export</strong>, a confermarlo anche una ricerca compiuta dal Servizio studi di Intesa SanPaolo per Banca Cr di Firenze che <strong>registra un + 9.7% nel terzo trimestre 2011</strong> per i distretti tradizionali toscani a fronte di una media nazionale del +8.2%.</p>
<p>Ma attenzione, non è tutto oro quello che luccica. A rimetterci è soprattutto la <strong>scarsa qualità dell&#8217;occupazione</strong>, praticamente <strong>dominata dalla precarietà in un rapporto a vantaggio del lavoro instabile</strong> che la Cgil toscana stima di 10:1. Tanto per avere un&#8217;idea più precisa basti pensare che in Toscana i <strong>contratti atipici rappresentano l&#8217;11% degli occupati complessivi</strong>, riguardano soprattutto gli uomini e hanno subito addirittura un&#8217;accelerazione in concomitanza della ripresa di inizio 2011. In aumento anche la galassia dei lavoratori autonomi, dai collaboratori (+ 13%) ai lavoratori in proprio (+ 1.2%), fino ai liberi professionisti (+ 1.2%).</p>
<p>Rimane, inoltre, al tappeto l&#8217;<strong>occupazione giovanile</strong>, per quella ancora non c&#8217;è niente da fare. A farne le spese soprattutto i giovani di età compresa tra i 25 e i 34 anni che calano del 2.5%, mentre gli under 25 diminuiscono del 5.8%, con un tasso di occupazione che sfiora il 21.3% e quello di disoccupazione il 25.3%. Segnale di controtendenza, invece, per quanto riguarda le <strong>donne</strong> che, più colpite degli uomini all&#8217;inizio della crisi, mostrano una capacità di recupero maggiore dei colleghi maschi (+1.1% a fronte di un +0.6%) e fanno registrare un calo più marcato anche per quanto riguarda la disoccupazione (-12.5% a fronte del -6.7% degli uomini).</p>
<p>Una fotografia quella scattata dall&#8217;Irpet che, anche se migliore del previsto, rimane secondo il presidente della Regione<strong> Enrico Rossi </strong>di grande preoccupazione per il futuro: «Non ci si può autoconsolare perché negli ultimi mesi abbiamo assistito a un raffreddamento della ripresa e a questo si aggiungono prospettive recessive». In ogni caso l&#8217;assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini assicura che la Regione continuerà a fare la sua parte. «Daremo il nostro contributo sia in termini di sostegno all&#8217;innovazione che alla competitività e alla ricerca - conclude <strong>Simoncini </strong>- Abbiamo messo a disposizione 110 milioni di euro con vari interventi, a partire dal bando di internazionalizzazione delle imprese già operativo»..:.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucasani.it/2012/01/25/economia-lavoro-si-ma-atipico/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>COSTA CONCORDIA/ Sani: «chiarire in modo inequivocabile se Guardia costiera e Capitanerie di porto sapevano della pratica degli &#8220;inchini&#8221;. Scelte nette per impedire che questa pratica possa ripetersi in futuro»</title>
		<link>http://www.lucasani.it/2012/01/25/costa-concordia-sani-%c2%abchiarire-in-modo-inequivocabile-se-guardia-costiera-e-capitanerie-di-porto-sapevano-della-pratica-degli-inchini-scelte-nette-per-impedire-che-questa-pratica-possa-rip/</link>
		<comments>http://www.lucasani.it/2012/01/25/costa-concordia-sani-%c2%abchiarire-in-modo-inequivocabile-se-guardia-costiera-e-capitanerie-di-porto-sapevano-della-pratica-degli-inchini-scelte-nette-per-impedire-che-questa-pratica-possa-rip/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 13:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Da leggere]]></category>

		<category><![CDATA[Home]]></category>

		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Costa Concordia]]></category>

		<category><![CDATA[Sani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucasani.it/?p=11217</guid>
		<description><![CDATA[ 
L&#8217;on. Luca Sani presenta un&#8217;altra interrogazione: «Il ruolo di Costa Crociere va capito fino in fondo» 
Luca Sani, insieme ai colleghi Velo e Mariani, torna sulla vicenda della Costa Concordia, presentando un&#8217;interrogazione a risposta nelle commissioni Infrastrutture e trasporti, Ambiente, tutela del territorio e del mare.
«Considerata la gravità di quello che è accaduto - [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-11218" title="img_10061" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/img_10061-300x199.jpg" alt="img_10061" width="141" height="94" /> <img class="alignright size-medium wp-image-11219" title="lg603f" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/lg603f-140x300.jpg" alt="lg603f" width="64" height="136" /></p>
<h3><em><strong>L&#8217;on. Luca Sani presenta un&#8217;altra interrogazione: «Il ruolo di Costa Crociere va capito fino in fondo»</strong></em><em><strong> </strong></em></h3>
<p><strong>Luca Sani</strong>, insieme ai colleghi <strong>Velo</strong> e <strong>Mariani</strong>, torna sulla vicenda della <strong>Costa Concordia</strong>, presentando un&#8217;interrogazione a risposta nelle <strong>commissioni Infrastrutture</strong> e <strong>trasporti</strong>, <strong>Ambiente</strong>, <strong>tutela del territorio</strong> <strong>e del mare</strong>.</p>
<p>«Considerata la gravità di quello che è accaduto - spiega Sani - e tenuto conto della direzione che stanno prendendo le indagini della Magistratura, <strong>mi pare evidente che non tutto sia riconducibile alla responsabilità diretta del comandante Schettino</strong>, il cui comportamento è stato senz&#8217;altro inaccettabile.<span id="more-11217"></span><br />
Per questo è fondamentale sapere se <strong>Capitanerie di porto</strong> e <strong>Guardia costiera</strong> fossero a conoscenza della <strong>consuetudine di praticare i cosiddetti &#8220;inchini&#8221;</strong>, e se così fosse, <strong>perché non hanno agito per impedirne la prosecuzione</strong>. Così come, è assolutamente prioritario capire se la <strong>compagnia di navigazione Costa Crociere assecondasse o pretendesse questo tipo di pratica</strong>, che aveva come conseguenza l&#8217;allontanamento delle navi dalle rotte programmate e comunicate alle autorità di controllo marittimo. La compagnia di navigazione, in questa vicenda, ha messo in evidenza troppe lacune, che tutti ci auguriamo la <strong>Procura di Grosseto sia presto in grado di inquadrare con nettezza</strong>.</p>
<p>Una volta chiariti questi aspetti - aggiunge Sani - è necessario che il <strong>Ministero dei trasporti</strong>, per conto del quale Capitanerie di porto e Guardia costiera svolgono il controllo sui nostri mari, prenda <strong>un&#8217;iniziativa decisa per impedire che in futuro continuino a verificarsi gli &#8220;inchini&#8221;</strong>, che mettono a rischio la sicurezza in mare.</p>
<p>Infine - conclude nella sua interrogazione Sani - è importante conoscere nel dettaglio cosa intenda fare il Ministero dell&#8217;ambiente per <strong>preservare l&#8217;ambiente marino dall&#8217;inquinamento</strong> conseguente al semi affondamento della Concordia, e come intenda in futuro <strong>tutelare il comprensorio del Parco nazionale dell&#8217;Arcipelago toscano </strong>rispetto ai rischi conseguenti il traffico marittimo civile e commerciale».</p>
<p><strong>INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE</strong></p>
<p>Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti</p>
<p>Al Ministro dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare</p>
<p>Per sapere - premesso che:</p>
<p>nella serata di venerdì 13 gennaio la nave da crociera Concordia del gruppo Costa è naufragata davanti alle coste dell&#8217;Isola del Giglio (isola che fa parte del Parco Nazionale dell&#8217;Arcipelago Toscano, il più grande parco marino d&#8217;Europa compreso all&#8217;interno del santuario internazionale dei cetacei);</p>
<p>la &#8220;Costa Concordia&#8221;, dove erano presenti circa 4.200 le persone a bordo fra passeggeri ed equipaggio, ha urtato uno scoglio che l&#8217;ha fatta inclinare su un fianco e affondare (ad oggi) parzialmente a poche centinaia di metri dall&#8217;isola. Si registrano attualmente tredici vittime, numerosissimi feriti, ed un numero ancora imprecisato di dispersi. Le ricerche sono state spesso peraltro interrotte a causa delle avverse condizioni del mare e cresce il rischio che la nave possa affondare;</p>
<p>fra le cause della tragedia, ad oggi avvalorate da indiscrezioni dai mezzi di comunicazione, va segnalato soprattutto &#8220;l&#8217;errore umano&#8221; imputabile prima di tutto al capitano della nave (su cui è in corso una inchiesta della Procura di Grosseto con le ipotesi di reato di naufragio, omicidio colposo plurimo e abbandono della nave) che ha permesso alla imbarcazione di avvicinarsi troppo alle coste del Giglio. Numerose ricostruzioni giornalistiche, riportate da varie tipologie di mass media, parlano poi di &#8220;gioco&#8221;: la nave si sarebbe infatti approssimata pericolosamente alle coste per &#8220;salutare&#8221; il capo maitre della &#8220;Costa Concordia&#8221; nato proprio al Giglio;</p>
<p>quello che la stampa ha definito &#8220;codice di cortesia interno all&#8217;equipaggio&#8221; (in gergo marinaresco si chiama &#8220;inchino&#8221;: l&#8217;avvicinamento a un luogo per fare un piacere o un omaggio a un membro dell&#8217;equipaggio), sempre secondo fonti giornalistiche, non sarebbe stato il primo episodio di manovra pericolosa: nel mese di agosto scorso il sindaco del Giglio ed il comandante della &#8220;Costa Concordia&#8221; si sarebbero infatti scambiati dei messaggi per concordare l&#8217;avvicinamento della nave alle coste per un &#8220;saluto&#8221;;</p>
<p>secondo ulteriori fonti di informazione inoltre almeno in altre 52 occasioni si sarebbero registrati, in tempi recenti, pericolosi avvicinamenti di navi soltanto alle coste dei Giglio;</p>
<p>l&#8217;amministratore delegato di Costa Crociere Pierluigi Foschi ha parlato, riferendosi all&#8217;accaduto, di &#8220;procedure non rispettate&#8221;, e di &#8220;nave uscita dalla rotta stabilita senza autorizzazione&#8221;;</p>
<p>oltre alla tragedia per le vittime del naufragio è da segnalare il disastro ecologico che potrebbe verificarsi. La &#8220;Costa Concordia&#8221; ha infatti al suo interno 2.400 tonnellate di carburante (più altre 200 di gasolio) ed un suo affondamento causerebbe inevitabilmente una catastrofe compromettendo soprattutto l&#8217;ecosistema marino ed il patrimonio naturale di un parco tra i più importanti e ricchi di biodiversità d&#8217;Europa;</p>
<p>governo e ministeri competenti hanno sottolineato la gravità dell&#8217;accaduto e le pesantissime conseguenze sia in termini di perdite di vite umane sia di rischio di inquinamento di una zona ad altissimo pregio ambientale. Lo stesso Ministro dell&#8217;Ambiente, Corrado Clini, ha affermato che il prossimo Consiglio dei Ministri dichiarerà lo stato d&#8217;emergenza in seguito al naufragio della Costa Concordia davanti all&#8217;isola del Giglio; mentre sono in corso tutte le iniziative atte a ricercare i dispersi ed a cercare di recuperare la nave prima che affondi;</p>
<p>è degno di una nota di merito e di un grande apprezzamento l&#8217;opera di aiuto, accoglienza e solidarietà di tutta la cittadinanza del Giglio: una comunità che conta soltanto 1500 abitanti ma che è riuscita ad assicurare, in condizioni di improvvisa necessità, i primi soccorsi ad oltre 4000 &#8220;naufraghi&#8221;;</p>
<p>va chiarito (sia per quanto riguarda il naufragio della &#8220;Costa Concordia&#8221;, che per gli altri eventuali episodi, sopracitati, di manovra pericolosa di navi da crociera lungo le coste del Giglio) ruolo e funzioni del &#8220;Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera&#8221;. Il &#8220;Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera&#8221;, riposta il sito istituzionale, è un &#8220;Corpo della Marina Militare che svolge compiti e funzioni collegate in prevalenza con l&#8217;uso del mare per i fini civili e con dipendenza funzionale da vari ministeri che si avvalgono della loro opera&#8221;: primo fra tutti il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per ciò che concerne, nello specifico, la sicurezza della navigazione. Altre competenze, come la protezione dell&#8217;ambiente marino, sono in rapporto di dipendenza funzionale dal Ministero dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare;</p>
<p>va inoltre rimarcato che la Legge numero 51 del 2001 predispone le norme per il monitoraggio del traffico marittimo;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>chiede</strong></p>
<p>Se governo e ministeri competenti siano a conoscenza degli episodi, citati in premessa, e relativi ai presunti e ripetuti avvicinamenti di navi da crociera alle coste dell&#8217;isola del Giglio;</p>
<p>per quali motivi la Guardia Costiera non è intervenuta per evitare queste manovre pericolose da parte dei navi da crociera e se il Corpo della Marina Militare preposto fosse a conoscenza di tali episodi;</p>
<p>quali concreti provvedimenti urgenti (anche attraverso la corretta attuazione della normativa vigente in materia) intendono assumere governo e ministeri competenti per evitare che non si verifichino più queste manovre di avvicinamento che hanno creato un disastro in termini di vite umane e di inquinamento dell&#8217;ambiente, soprattutto nelle aree marine protette;</p>
<p>quali provvedimenti urgenti intendono assumere governo e ministeri competenti per contenere l&#8217;inquinamento marino, faunistico ed ambientale causato dal naufragio della &#8220;Costa Concordia&#8221;.</p>
<p><strong>Sani, Velo, Mariani</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucasani.it/2012/01/25/costa-concordia-sani-%c2%abchiarire-in-modo-inequivocabile-se-guardia-costiera-e-capitanerie-di-porto-sapevano-della-pratica-degli-inchini-scelte-nette-per-impedire-che-questa-pratica-possa-rip/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>POLITICA/ Il caso «Il Pd difenda le piccole imprese dalle banche»</title>
		<link>http://www.lucasani.it/2012/01/23/politica-il-caso-%c2%abil-pd-difenda-le-piccole-imprese-dalle-banche%c2%bb/</link>
		<comments>http://www.lucasani.it/2012/01/23/politica-il-caso-%c2%abil-pd-difenda-le-piccole-imprese-dalle-banche%c2%bb/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Da leggere]]></category>

		<category><![CDATA[Home]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

		<category><![CDATA[banche]]></category>

		<category><![CDATA[Bersani]]></category>

		<category><![CDATA[Bruna Dini]]></category>

		<category><![CDATA[credito]]></category>

		<category><![CDATA[Pd]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucasani.it/?p=11204</guid>
		<description><![CDATA[
di Massimo Vanni
Il telefono preso d&#8217;assalto. L&#8217;hanno chiamata una quindicina di parlamentari e la sua pagina Facebook stipata di commenti. E tutti a ripetere quello che le ha sussurrato Bersani quando l&#8217;ha abbracciata dopo l&#8217;intervento: &#8220;Brava Bruna&#8221;. E´ il giorno dopo di Bruna Dini, l&#8217;imprenditrice di Camaiore che ha spopolato all&#8217;assemblea nazionale del Pd, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-11205" title="unknown-23" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/unknown-23.jpeg" alt="unknown-23" width="155" height="96" /><img class="alignnone size-full wp-image-11206" title="logo-repubblica-r-it" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/logo-repubblica-r-it.jpg" alt="logo-repubblica-r-it" width="94" height="60" /><br />
<span style="text-decoration: underline;"><em>di Massimo Vanni</em></span><br />
Il telefono preso d&#8217;assalto. L&#8217;hanno chiamata una quindicina di parlamentari e la sua pagina Facebook stipata di commenti. E tutti a ripetere quello che le ha sussurrato<strong> Bersani</strong> quando l&#8217;ha abbracciata dopo l&#8217;intervento: &#8220;Brava Bruna&#8221;. E´ il giorno dopo di <strong>Bruna Dini</strong>, l&#8217;<strong>imprenditrice di Camaiore</strong> che ha spopolato all&#8217;assemblea nazionale del Pd, di cui fa parte dal 2007. Da quando ha lasciato il testimone di presidente dei giovani di Confindustria ad Antonella Mansi. <span id="more-11204"></span><br />
«La mia passione, oltre al mare e ai gatti, è il lavoro. O meglio, era il lavoro perché io non ce l&#8217;ho più, la mia piccola azienda sta chiudendo», ha esordito al microfono dell&#8217;assemblea. L&#8217;azienda, un&#8217;impresa edilizia, in realtà non è chiusa: «Abbiamo però sospeso l&#8217;attività in attesa di tempi migliori. Non ho più personale ma non ho licenziato nessuno», spiega l&#8217;imprenditrice. Che adesso ha avviato un&#8217;attività di &#8220;bed &amp; breakfast&#8221;. E il giorno dopo Bruna Dini ce l&#8217;ha ancora con i <strong>&#8220;poteri forti&#8221;</strong>. Con «banche, assicurazioni, editoria, amministrazione dello Stato», aveva detto nell&#8217;intervento. «Soprattutto con le banche, sono loro il potere più forte», dice dalla sua casa sulle colline di Camaiore: «<strong>Quello dell&#8217;accesso al credito è un problema diffuso</strong>. Personalmente sono stata anche fortunata, per le piccole aziende però è un problema essenziale».</p>
<p>Non è un dato nuovo, quello del credito. Ma è la spontaneità di Bruna Dini ad avere colpito tutti: «<strong>Le banche non concedono mutui</strong>, nonostante abbiano preso il denaro all&#8217;1 per cento dalla Bce. <strong>Nel mio Comune ho visto che un appalto ha il suo primo stato d&#8217;avanzamento a 24 mesi</strong>. E chi ha finito le risorse come me chiude i battenti». Un&#8217;analisi impietosa, ma ancora con una via d&#8217;uscita, secondo l´imprenditrice: «<strong>Il Pd è l&#8217;unica forza in grado di rimettere in piedi questo Paese</strong> e chiedo al Pd di continuare ad avere attenzione per le piccole aziende. Non è certo col liberismo alla Berlusconi che ne usciremo».</p>
<p>Del resto, «se non lo fa il Pd, se non lo facciamo noi, chi lo deve fare?», è stata la conclusione del suo sentito intervento davanti all´assemblea nazionale. Poco prima dell&#8217;abbraccio del segretario, che l&#8217;ha più volte citata nelle conclusioni: «Credo che Bersani mi abbia abbracciato perché ho toccato le corde più vere e profonde di questo partito. Cioè il senso della coesione sociale, del fatto che da soli non si va da nessuna parte», riflette il giorno dopo l´imprenditrice.</p>
<p><strong>Anche il governatore Enrico Rossi riflette ieri sulle banche</strong>: «Il decreto sulle liberalizzazioni contiene molte cose buone, ma anche <strong>troppe timidezze verso le banche, le assicurazioni, le compagnie petrolifere», scrive sulla sua pagina Facebook</strong>. «Mi auguro che il parlamento faccia meglio, soprattutto verso i poteri forti», aggiunge. Con una nota scettica: «Le scelte di questo decreto non riusciranno a correggere il carattere recessivo della manovra (pur necessaria) di dicembre».<br />
(m.v.)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucasani.it/2012/01/23/politica-il-caso-%c2%abil-pd-difenda-le-piccole-imprese-dalle-banche%c2%bb/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>POLITICA/ Ecco perché in Toscana il voto resta &#8220;rosso&#8221;</title>
		<link>http://www.lucasani.it/2012/01/20/politica-ecco-perche-in-toscana-il-voto-resta-rosso/</link>
		<comments>http://www.lucasani.it/2012/01/20/politica-ecco-perche-in-toscana-il-voto-resta-rosso/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 13:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Da leggere]]></category>

		<category><![CDATA[Home]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

		<category><![CDATA[cultura civica]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucasani.it/?p=11208</guid>
		<description><![CDATA[
I partiti di massa sono spariti, le ideologie sono state archiviate dopo l&#8217;Ottantanove e il sistema dei partiti ha subito una radicale ristrutturazione. E com&#8217;è allora che in Toscana si registra ancora una sostanziale continuità nel voto elettorale? Per quale motivo dove ieri dominava il Pci oggi domina il Pd?
Da questa domanda si sviluppa la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/logo-repubblica-r-it1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11209" title="logo-repubblica-r-it1" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/logo-repubblica-r-it1.jpg" alt="logo-repubblica-r-it1" width="94" height="60" /></a><img class="alignright size-full wp-image-11210" title="cartina-italia-grigia-toscana-rossa" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/cartina-italia-grigia-toscana-rossa.jpg" alt="cartina-italia-grigia-toscana-rossa" width="108" height="120" /><img class="alignright size-full wp-image-11211" title="images-38" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/images-38.jpeg" alt="images-38" width="121" height="95" /><br />
I partiti di massa sono spariti, le ideologie sono state archiviate dopo l&#8217;Ottantanove e il sistema dei partiti ha subito una radicale ristrutturazione. E <strong>com&#8217;è allora che in Toscana si registra ancora una sostanziale continuità nel voto elettorale? </strong>Per quale motivo dove ieri dominava il Pci oggi domina il Pd?<span id="more-11208"></span></p>
<p>Da questa domanda si sviluppa la <strong>«ricerca sulla cultura politica dei cittadini toscani»</strong>. Una ricerca condotta dal 2008 al 2010 e curata da Lorenzo De Sio, ricercatore della Luiss.Si tratta di una ricerca finanziata dalla Regione e condotta dal Cise (Centro italiano studi elettorali) sotto la direzione di De Sio: un´indagine sul corpo elettorale toscano con sondaggi e interviste &#8220;in profondità&#8221;, alla quale hanno partecipato Antonio Floridia dell&#8217;Osservatorio elettorale regionale e un gruppo di giovani ricercatrici dell&#8217;università di Firenze. I risultati sono adesso raccolti in un volume della University Press (14,90 euro) appena uscito: <strong>«La politica cambia, i valori restano?»</strong> s&#8217;intitola. E quei risultati dicono che il paradosso cambiamento/continuità che caratterizza la Toscana politica viene da lontano.</p>
<p>La tesi è che sotto l&#8217;agitatissima superficie dove si consumano radicali trasformazioni <strong>permane un fondale antico intessuto di tradizione partecipativa</strong>. Che non significa partecipazione politica, dal momento che gli iscritti ai partiti sono pochi e non appaiono ormai più presenti rispetto al resto d&#8217;Italia. Significa però che quel fondo di <strong>tradizione partecipativa (e di solidarietà)</strong>, che alcuni studiosi fanno risalire ai Comuni medievali, si esprime in forme diverse. A cominciare dall´associazionismo, di cui non a caso la Toscana è ricchissima.</p>
<p><strong>E´ come se i partiti novecenteschi si siano innestati su quello strato profondo e antico della cultura politica toscana</strong>, lo abbiano fatto proprio e perfino rinvigorito. Ma poi <strong>quel fondo è sopravvissuto ai partiti</strong> quando questi sono scomparsi. E la riprova, secondo la ricerca, arriverebbe dal<strong> giudizio che i toscani esprimono sulla classe politica</strong>. Un giudizio tutto sommato favorevole sotto il profilo della competenza e dell&#8217;onestà ma debole sotto quello della tutela degli interessi generali. <strong>La classe politica viene vista a negoziare tra i grandi interessi particolari</strong>, non ancora affermare una propria visione. E proprio in questo giudizio, dice De Sio, sta la riprova di una «domanda universalistica» che ancora si fa alla politica.</p>
<p><strong>Secondo i toscani, emerge dalla ricerca, assieme alle ideologie i partiti avrebbero perduto in sostanza anche i tradizionali connotati valoriali.</strong> I simboli, che sono il più formidabile strumento di comunicazione tra politici e cittadini. <strong>E se i partiti intendono ridurre la distanza con gli elettori dovranno così ripartire da qui</strong>, dice De Sio: dall&#8217;identità dei valori. Non si creda, del resto, che le primarie siano la panacea: coinvolgono solo una fascia alta di elettorato e non risolvono il rebus della partecipazione politica.</p>
<p><strong>Ma cos&#8217;è che connota politicamente il singolo elettore toscano?</strong> La ricerca su questo punto è netta: essere di sinistra o di destra in Toscana non si deve al fatto di appartenere a classi sociali più o meno istruite o alla religione. Si deve piuttosto alla sfera politica, <strong>all´ &#8220;idea del potere&#8221; che si coltiva</strong>: «Se gerarchico, opaco e poco raggiungibile, oggetto di deleghe ampie e generiche - si legge nel libro - o se viceversa orizzontale e partecipato, oggetto di scrutinio e input frequenti». Nel primo caso si è di destra, nel secondo di sinistra.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucasani.it/2012/01/20/politica-ecco-perche-in-toscana-il-voto-resta-rosso/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>POLITICA/ «Una secolare tradizione associativa che resiste al crollo delle ideologie»</title>
		<link>http://www.lucasani.it/2012/01/20/politica-%c2%abuna-secolare-tradizione-associativa-che-resiste-al-crollo-delle-ideologie%c2%bb/</link>
		<comments>http://www.lucasani.it/2012/01/20/politica-%c2%abuna-secolare-tradizione-associativa-che-resiste-al-crollo-delle-ideologie%c2%bb/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Da leggere]]></category>

		<category><![CDATA[Home]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

		<category><![CDATA[civismo]]></category>

		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucasani.it/?p=11213</guid>
		<description><![CDATA[
Il docente che ha coordinato lo studio spiega l´importanza della partecipazione civica nella regione. Baccelli e Tambellini pari merito Lucca rinuncia alle primarie
In teoria sono in grado di ricucire lo strappo con i cittadini ma da sole non bastano perché ancora una volta arrivano prevalentemente ad una élite formata e interessata. Dall&#8217;analisi ne esce un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-11214" title="images-39" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/images-39.jpeg" alt="images-39" width="149" height="110" /><img class="alignnone size-full wp-image-11215" title="logo-repubblica-r-it2" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/logo-repubblica-r-it2.jpg" alt="logo-repubblica-r-it2" width="94" height="60" /></p>
<h3><em><strong>Il docente che ha coordinato lo studio spiega l´importanza della partecipazione civica nella regione. Baccelli e Tambellini pari merito Lucca rinuncia alle primarie</strong></em></h3>
<p>In teoria sono in grado di ricucire lo strappo con i cittadini ma da sole non bastano perché ancora una volta arrivano prevalentemente ad una <strong>élite</strong> formata e interessata. Dall&#8217;analisi ne esce un giudizio tutto sommato positivo. Ma in effetti il punto critico è proprio la loro scarsa vicinanza alla società e il rischio di essere condizionati<span id="more-11213"></span><!--more--></p>
<p><strong>Professor De Sio, cos&#8217;è che permane nel comportamento politico dei toscani in questi anni di cambiamenti radicali?</strong><br />
«Più che la partecipazione politica (in calo) rimane una forte partecipazione associativa, in linea con una storia secolare di auto organizzazione e partecipazione civica».</p>
<p><strong>Allora questa tendenza alla partecipazione non era solo legata ai vecchi partiti come il Pci?</strong><br />
«Evidentemente era in parte autonoma, altrimenti sarebbe scomparsa. Il fatto che sia sopravvissuta al crollo dei partiti e delle ideologie ci dice che proviene da una tradizione più antica di quella che in genere viene chiamata subcultura rossa».</p>
<p><strong>&#8220;Subcultura&#8221; sta forse per cultura subnormale?</strong><br />
«(Ride) No, era una cultura politica subalterna: nacque dopo l´unità d´Italia in opposizione al governo dello Stato unitario, fondandosi sull´ideologia socialista e in seguito sul dominio di Pci e Psi. Proprio come la subcultura bianca nel Nord-Est si fondava sull´identità cattolica e sulla Dc. Nella subcultura al centro c´è il partito, che controlla una rete di organizzazioni collaterali e a cui una gran parte dei cittadini è legata da un forte senso di appartenenza».<br />
<strong><br />
E qual è il modello dei nostri giorni?</strong><br />
«Un modello in cui le organizzazioni collaterali (sindacati, associazioni) sono diventate autonome e i partiti hanno perso gran parte della loro ideologia e della loro organizzazione».<br />
<strong><br />
Eppure si continua a votare a sinistra.</strong><br />
«Non solo, si continua a partecipare nelle associazioni. La nostra interpretazione è che i valori partecipativi sono qualcosa di molto profondo nella società toscana e anche i nuovi partiti di centrosinistra sono comunque percepiti vicini a questi valori».</p>
<p><strong>Ma allora è lo stesso voto di classe di una volta?</strong><br />
«No, la dimensione che appare prevalente è politica: se chi governa debba farlo sotto lo sguardo e con il contributo dei cittadini, oppure se invece debba prevalere una visione gerarchica della politica in cui chi governa riceve una sorta di delega in bianco».</p>
<p><strong>Vuole dire che chi ha a cuore la partecipazione vota a sinistra e chi guarda alla politica come potere gerarchico vota a destra?</strong><br />
«È un po&#8217; una semplificazione, ma è più o meno così».</p>
<p><strong>Le primarie sono in grado di ricucire lo strappo verticale tra politica e cittadini?</strong><br />
«In teoria sì, ma non bastano, perché ancora una volta arrivano prevalentemente ad una élite di cittadini informati e interessati. Il problema vero è che i politici, a prescindere dagli strumenti, devono mettersi il più possibile in ascolto dei cittadini».</p>
<p><strong>Quindi anche i politici toscani non ascoltano a sufficienza?</strong><br />
«Dalla ricerca ne esce un giudizio tutto sommato positivo. Ma in effetti il punto critico è proprio una scarsa vicinanza dei politici ai cittadini e il rischio di essere condizionati dalle lobby. E inoltre quasi tutti gli intervistati lamentano un affievolirsi dei richiami ai valori».<br />
<strong><br />
Ma i partiti oggi esprimono ancora dei valori?</strong><br />
«Il problema è proprio questo, i partiti devono rendersi conto che il linguaggio dei valori (e il fatto di agire in modo coerente) è l&#8217;unico linguaggio universale, in grado di raggiungere anche chi è poco istruito o è poco interessato alla politica».<br />
<strong><br />
Nella ricerca vi siete avvalsi di interviste a domicilio, vuol dire che i sondaggi tradizionali non bastano?</strong><br />
«Sì, abbiamo affiancato un sondaggio tradizionale a delle interviste in profondità in cui una straordinaria squadra di ricercatrici ha raccolto storie sul rapporto tra cittadini e politica. Con testimonianze che ci hanno fornito spunti importantissimi».<br />
<strong><em>(m.v.)</em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucasani.it/2012/01/20/politica-%c2%abuna-secolare-tradizione-associativa-che-resiste-al-crollo-delle-ideologie%c2%bb/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>COSTA CONCORDIA/ Scontro sull&#8217;inchino al Giglio: fatto 52 volte</title>
		<link>http://www.lucasani.it/2012/01/19/costa-concordia-scontro-sullinchino-al-giglio-fatto-52-volte/</link>
		<comments>http://www.lucasani.it/2012/01/19/costa-concordia-scontro-sullinchino-al-giglio-fatto-52-volte/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 13:23:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Home]]></category>

		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Costa Concordia]]></category>

		<category><![CDATA[Giglio]]></category>

		<category><![CDATA[Sani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucasani.it/?p=11194</guid>
		<description><![CDATA[
Duro intervento alla Camera del deputato Pd. La collega del Pdl replica: «Strumentalizzi una tragedia». Sani: «Grave la lettera di Ortelli». Faenzi: «Lui non autorizza, semmai la Capitaneria»
 
GROSSETO - (g.d&#8217;o) La polemica politica, finora trattenuta sull&#8217;onda dell&#8217;emotività che ha colpito indistintamente tutti per la tragedia del Giglio, è deflagrata ieri nell&#8217;aula della Camera. Mancavano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><em><strong><img class="alignright size-full wp-image-11195" title="luca1" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/luca1.jpg" alt="luca1" width="72" height="102" /><img class="alignnone size-full wp-image-11196" title="logo-corriere-di-maremma-rettangolo" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/logo-corriere-di-maremma-rettangolo.jpg" alt="logo-corriere-di-maremma-rettangolo" width="142" height="83" /><img class="alignright size-medium wp-image-11197" title="img_1027" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/img_1027-300x199.jpg" alt="img_1027" width="153" height="102" /><br />
Duro intervento alla Camera del deputato Pd. La collega del Pdl replica: «Strumentalizzi una tragedia». Sani: «Grave la lettera di Ortelli». Faenzi: «Lui non autorizza, semmai la Capitaneria»</strong></em></h3>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>GROSSETO - (g.d&#8217;o</strong>) La polemica politica, finora trattenuta sull&#8217;onda dell&#8217;emotività che ha colpito indistintamente tutti per la tragedia del Giglio, è deflagrata ieri <strong>nell&#8217;aula della Camera</strong>. Mancavano pochi minuti alle 17 quando nell&#8217;emiciclo di Montecitorio ha preso la parola il deputato maremmano <span style="color: #ff0000;"><strong>Luca Sani</strong></span>, che a nome del gruppo parlamentare del Pd non si è <span id="more-11194"></span>limitato a commentare positivamente l&#8217;informativa urgente resa dal Governo atttraverso i ministri Passera e Clini e il vice ministro Ciaccia, ma ha duramente contestato <strong>«l&#8217;inchino» </strong>come abitudine di molte, troppe, navi da crociera e stigmatizzato la condotta del sindaco del Giglio Sergio Ortelli.</p>
<p>«Abbiamo assistito - ha detto <span style="color: #ff0000;"><strong>Sani </strong></span>riferendosi a Schettino - alla <strong>superficialità e al cinismo che si trasforma in crimine</strong>. Occorre, perciò, fare piena luce su questa intera vicenda. <strong>Le responsabilità del comandante</strong> sono evidenti e imperdonabili, <strong>ma altri aspetti richiedono di essere chiariti </strong>- ha aggiunto - come i tempi e i ritardi con cui è stato dato l&#8217;allarme, il funzionamento della macchina dei soccorsi a bordo, ad opera del personale che Costa Crociere ha messo a disposizione e che ha evidenziato molte carenze».</p>
<p>Per il parlamentare del Pd le cose da chiarire sono, però, anche altre. A partire da quella che ha definito <strong>«la tolleranza nei confronti del traffico nei nostri mari. </strong>In questo caso si è evidenziata una pratica e una consuetudine - alcuni hanno parlato di una tradizione di avvicinamenti alla costa da parte delle navi da crociera (il cosiddetto inchino, ndr) - e <strong>quindi non si è trattato solo dell&#8217;episodio di questa volta</strong>. Sono stati registrate - ha denunciato - <strong>solo all&#8217;isola del Giglio, almeno altre 52 occasioni in cui questo fatto è avvenuto</strong>. Viene, allora, da chiedersi perché questa pratica non è mai stata sanzionata, considerato che, come avviene spesso sulle nostre coste, basta che una piccola imbarcazione o natante si avvicini o si allontani più del dovuto dalla costa, che viene talvolta fermata e sanzionata».</p>
<p>Sani ha citato <strong>la legge 51 del 2001</strong> «che individua le f<strong>orme di monitoraggio del traffico marittimo e anche le norme attraverso le quali le scatole nere devono essere consegnate, alla fine dei viaggi, e analizzate</strong>. Ma di tutto questo, nella vicenda in esame e in altre, <strong>non vi è traccia</strong>». Per questo secondo l&#8217;esponente del Pd «occorre fare chiarezza anche sull&#8217;<strong>impianto normativo</strong> e capire se quello attualmente in vigore riguardo al <strong>traffico marittimo, è soddisfacente o va ulteriormente implementato</strong>, al fine di evitare il ripetersi di queste tragedie. Tra l&#8217;altro - ha evidenziato - tutto ciò è avvenuto in un <strong>tratto di mare di particolare pregio ambientale</strong>. Siamo nel Parco nazionale dell&#8217;arcipelago toscano, il più grande parco marino d&#8217;Europa, compreso, a sua volta, all&#8217;interno del santuario internazionale dei cetacei. In questo periodo, inoltre, quel Parco nazionale è stato interessato da ben due tragici episodi (oltre alla Concordia anche i barili dispersi al largo della Gorgona con dentro sostanze pericolose, (ndr) e per questo dobbiamo riflettere se occorrono <strong>nuovi strumenti normativi</strong>. Siamo in un contesto, tra l&#8217;altro, in cui in alcune aree vige il divieto di balneazione - ha fatto notare il deputato - e questo proprio a tutela del contesto ambientale. Come si può, dunque, conciliare il divieto di balneazione per la tutela ambientale con il passaggio delle navi da crociera?»</p>
<p>Quindi la polemica più dura e in questo momento più impegnativa, quella col sindaco del Giglio. «<strong>È&#8217; incomprensibile</strong> - ha detto in Aula -<strong> il fatto che il sindaco abbia scritto (ad agosto, ndr) al comandante della Costa per compiacersi dei passaggi di fronte all&#8217;isola.</strong> Il sindaco sa benissimo e dovrebbe conoscere la vulnerabilità di quel contesto e i rischi ambientali che ne derivano».</p>
<p>Dai banchi del Pd sono arrivati applausi, mentre a stretto giro la parlamentare del Pdl Monica Faenzi (che in Aula non è intervenuta lasciando che a rappresentare la voce del centrodestra fosse il collega Valducci) ha diramato una nota stampa in cui definisce «oltremodo vergognoso» l&#8217;intervento di Sani «che non rende onore alle vittime dell&#8217;immane tragedia. Ancor più grave perchè fatto da un grossetano».</p>
<p>«E&#8217; inaccettabile - scrive ancora la Faenzi - che si strumentalizzi un dramma come quello della Costa Concordia per fini meramente politici, attaccando in maniera dissennata il sindaco Sergio Ortelli, un uomo che si è trovato di fronte ad uno stato di crisi incredibile e che malgrado questo ha risposto in maniera lucida ed efficace, dando pieno sostegno, nel cuore della notte, ad oltre 4000 passeggeri che si sono riversati improvvisamente sull&#8217;isola. Lui, insieme a tutta la comunità gigliese - va avanti la nota - meriterebbero anzi un riconoscimento da parte dello Stato per il modo encomiabile nel quale si sono comportati».</p>
<p>La deputata Pdl ricorda anche il vice sindaco Mario Pellegrini «salito sulla nave per aiutare i passeggeri a scendere restando a bordo fino all&#8217;ultimo istante. E&#8217; stato lui davvero l&#8217;ultimo ad abbandonare la Concordia». Rispetto alla lettera indirizzata, il 14 agosto scorso, da Ortelli al comandante della Concordia (non era Schettino), la Faenzi sostiene: «E&#8217; vero che si era dichiarato felice di ricevere il cosiddetto inchino davanti alla propria isola, peraltro una prassi consolidata, eseguita da sempre in qualsiasi parte d&#8217;Italia. Ma non è certo il sindaco ad autorizzare o tollerare questa pratica, semmai le Capitanerie di Porto. Se c&#8217;è una persona che in tutta questa vicenda non ha alcuna responsabilità, è proprio il sindaco Ortelli che anzi rischia di subire danni incalcolabili da questa tragedia».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucasani.it/2012/01/19/costa-concordia-scontro-sullinchino-al-giglio-fatto-52-volte/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>COSTA CONCORDIA/ 52 inchini e nessuna multa Sani: «Va fatta chiarezza»</title>
		<link>http://www.lucasani.it/2012/01/19/costa-concordia-52-inchini-e-nessuna-multa-sani-%c2%abva-fatta-chiarezza%c2%bb/</link>
		<comments>http://www.lucasani.it/2012/01/19/costa-concordia-52-inchini-e-nessuna-multa-sani-%c2%abva-fatta-chiarezza%c2%bb/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 12:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Home]]></category>

		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Costa Concordia]]></category>

		<category><![CDATA[Giglio]]></category>

		<category><![CDATA[Sani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucasani.it/?p=11200</guid>
		<description><![CDATA[ 

 Il deputato Pd polemizza con Ortelli: «Non doveva ringraziare Costa per i saluti» L&#8217;ira di Faenzi (Pdl): «Il sindaco e il suo vice sono due eroi, non si strumentalizzi»
di Francesca Ferri
ISOLA DEL GIGLIO Cinquantadue &#8220;inchini&#8221; della Concordia al Giglio non vanno giù a Luca Sani, parlamentare grossetano Pd, che ieri ha presentato un&#8217;interrogazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="alignnone size-full wp-image-11201" title="logo-tirreno-cronaca-di-gr" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/logo-tirreno-cronaca-di-gr.jpg" alt="logo-tirreno-cronaca-di-gr" width="152" height="81" /> <img class="alignright size-medium wp-image-11202" title="img_1006" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/img_1006-300x199.jpg" alt="img_1006" width="171" height="114" /><br />
</strong></em></p>
<h3><em><strong> Il deputato Pd polemizza con Ortelli: «Non doveva ringraziare Costa per i saluti» L&#8217;ira di Faenzi (Pdl): «Il sindaco e il suo vice sono due eroi, non si strumentalizzi»</strong></em></h3>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>di Francesca Ferri</em></span><br />
<strong>ISOLA DEL GIGLIO</strong> <strong>Cinquantadue &#8220;inchini&#8221; della Concordia al Giglio non vanno giù a <span style="color: #ff0000;">Luca Sani</span></strong>, parlamentare grossetano Pd, che ieri ha presentato un&#8217;interrogazione alla Camera per capire perché nessuno abbia mai sanzionato tale pratica. «Quella del cosiddetto &#8220;inchino&#8221; - spiega Sani - è risultata essere una <strong>consuetudine data per scontata</strong>, tanto che i sistemi di monitoraggio hanno registrato ben 52 scostamenti della Concordia dalla rotta programmata. <span id="more-11200"></span></p>
<p><strong>Mi chiedo per quale motivo fino a oggi non si sia mai intervenuti per sanzionare questi comportamenti</strong>, dal momento che se un piccolo natante si avvicina alla costa oltre i limiti consentiti è spesso oggetto di sanzioni». In realtà nella zona non esiste un&#8217;ordinanza che impone una precisa distanza di avvicinamento, né le norme marittime prevedono dei parametri generali, dato che la possibilità di avvicinarsi alla costa dipende anche dal tipo di fondale. E visto che i fondali sono diversi a seconda dei tratti, è impossibile dare un&#8217;indicazione unica valida ovunque. Avvicinarsi, si può, basta avvertire la Capitaneria. Sta poi al comandante valutare quale sia la posizione di sicurezza.</p>
<p>L&#8217;altro aspetto da chiarire, secondo il deputato Pd, <strong>è perché non si sia applicata la legge 51 del 2001</strong>, che ha introdotto il <strong>monitoraggio con sistemi elettronici del traffico marittimo</strong> e l&#8217;<strong>obbligo di consegnare le scatole nere delle navi alle Capitanerie di porto</strong>. «Su questo punto - ha aggiunto Sani - <strong>va fatta definitivamente chiarezza e va valutato se l&#8217;attuale impianto normativo sia soddisfacente o meno</strong> rispetto alla sicurezza della navigazione».</p>
<p>Le parole più dure, però, sono state per il <strong>sindaco del Giglio, Sergio Ortelli</strong>. «Voglio stigmatizzare in modo netto l&#8217;<strong>atteggiamento del sindaco che nello scorso agosto si congratulava con la Costa per il &#8220;saluto&#8221; che la Concordia aveva compiuto a Giglio Porto</strong>».</p>
<p>Un rimprovero subito restituito al mittente da Monica Faenzi, parlamentare Pdl ed ex sindaco di Castiglione della Pescaia. «È oltremodo vergognoso l&#8217;intervento di Luca Sani. È inaccettabile che si facciano polemiche in questo momento e che si strumentalizzi un dramma come quello della Concordia per fini meramente politici, attaccando in maniera dissennata il sindaco dell&#8217;Isola del Giglio, Sergio Ortelli, un uomo che si è trovato di fronte ad uno stato di crisi incredibile e che malgrado questo ha risposto in maniera lucida ed efficace, dando pieno sostegno, nel cuore della notte, ad oltre 4mila passeggeri. Lui, insieme a tutta la comunità gigliese meriterebbero un riconoscimento dello Stato».</p>
<p>Compreso il vicesindaco. «Mario Pellegrini - spiega la deputata - è salito sulla nave e ha aiutato tutti i passeggeri a scendere restando a bordo fino all&#8217;ultimo istante. È stato lui davvero l&#8217;ultimo ad abbandonare la Concordia». L&#8217;inchino, spiega Faenzi, è «una prassi consolidata eseguita da sempre in qualsiasi parte d&#8217;Italia. Ma non è certo il sindaco ad autorizzarla o tollerarla, semmai le Capitanerie. Ortelli anzi rischia di subire danni incalcolabili da questa tragedia».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucasani.it/2012/01/19/costa-concordia-52-inchini-e-nessuna-multa-sani-%c2%abva-fatta-chiarezza%c2%bb/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>AGROALIMENTARE/ La Cina si arrabbia per l&#8217;olio d&#8217;oliva poco italiano, ma il falso made in Italy ci costa 60 miliardi l&#8217;anno</title>
		<link>http://www.lucasani.it/2012/01/10/agroalimentare-la-cina-si-arrabbia-per-lolio-doliva-poco-italiano-ma-il-falso-made-in-italy-ci-costa-60-miliardi-lanno/</link>
		<comments>http://www.lucasani.it/2012/01/10/agroalimentare-la-cina-si-arrabbia-per-lolio-doliva-poco-italiano-ma-il-falso-made-in-italy-ci-costa-60-miliardi-lanno/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 21:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Da leggere]]></category>

		<category><![CDATA[Home]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>

		<category><![CDATA[made in Italy]]></category>

		<category><![CDATA[olio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucasani.it/?p=11189</guid>
		<description><![CDATA[
La Cina vuole vederci chiaro sulla questione dell&#8217;olio di oliva italiano, che italiano non è, tanto che l&#8217;Autorità per la qualità del gigante asiatico ha chiesto all&#8217;Ambasciata italiana di Pechino di fornire maggiori informazioni sulle aziende sospettate di spacciare olio proveniente da altri Paesi per olio italiano al 100%.
Il danno, ovviamente, è a scapito di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-11190" title="agricoltura-olivi-giganti" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/agricoltura-olivi-giganti.jpg" alt="agricoltura-olivi-giganti" width="127" height="103" /><img class="alignnone size-full wp-image-11191" title="logo-wine-news" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/logo-wine-news.jpg" alt="logo-wine-news" width="223" height="48" /><br />
La Cina vuole vederci chiaro sulla questione dell&#8217;<strong>olio di oliva italiano</strong>, che italiano non è, tanto che l&#8217;Autorità per la qualità del gigante asiatico ha chiesto all&#8217;Ambasciata italiana di Pechino di fornire maggiori informazioni sulle aziende sospettate di spacciare olio proveniente da altri Paesi per olio italiano al 100%.<span id="more-11189"></span></p>
<p>Il danno, ovviamente, è a scapito di tutta la filiera del made in Italy agroalimentare, dai campi all&#8217;industria di trasformazione, che punta sui mercati esteri emergenti per continuare a crescere, forte di una qualità unica e, teoricamente, inimitabile. Italian sounding e falso made in Italy, invece, provocano un danno peggiore di una qualsiasi calamità naturale, soprattutto sugli scaffali dei supermercati esteri, dove il Parmigiano Reggiano diventa spesso e volentieri &#8220;Parmesan&#8221; e il Prosciutto di San Daniele &#8220;Daniele Ham&#8221; (il giro d&#8217;affari dei falsi formaggi italiani tra gli scaffali delle Gdo statunitense, per rendere l&#8217;idea, è di oltre 2 miliardi di euro).</p>
<p>Sono quasi 165 milioni di euro al giorno i danni che la contraffazione provoca al made in Italy agroalimentare nel mondo: un business, totalmente illegale, che vale ben 60 miliardi l&#8217;anno, una cifra pari a due volte il valore complessivo dell&#8217;export agroalimentare italiano, che nel 2011 è stato di 30 miliardi di euro (+9% sul 2010).</p>
<p>A rivelare il peso dell&#8217;illegalità è stata la Cia - Confederazione Italiana Agricoltori, che ha dato il proprio contributo sul dibattito andato in scena alla Camera dei Deputati sulla contraffazione in campo alimentare, presentata dall&#8217;apposita Commissione parlamentare di inchiesta: la situazione, insomma, è estremamente grave, specie se si considera che l&#8217;Italia vanta il 22% dei prodotti certificati registrati complessivamente a livello europeo, una ricchezza quotidianamente defraudata dal &#8220;supermarket del tarocco&#8221; che, come è accaduto per l&#8217;olio esportato in Cina, spesso nasce proprio nel nostro Paese, che a livello mondiale sconta la mancanza di misure sufficienti a contrastare truffe e falsificazioni alimentari.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucasani.it/2012/01/10/agroalimentare-la-cina-si-arrabbia-per-lolio-doliva-poco-italiano-ma-il-falso-made-in-italy-ci-costa-60-miliardi-lanno/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>POLITICA/ Bersani: «Ora i partiti siano coinvolti di più»</title>
		<link>http://www.lucasani.it/2012/01/09/politica-bersani-%c2%abora-i-partiti-siano-coinvolti-di-piu%c2%bb/</link>
		<comments>http://www.lucasani.it/2012/01/09/politica-bersani-%c2%abora-i-partiti-siano-coinvolti-di-piu%c2%bb/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 09:53:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Da leggere]]></category>

		<category><![CDATA[Home]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Bersani]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucasani.it/?p=11181</guid>
		<description><![CDATA[
«Insomma: penso che sia ora che i leader dei partiti dicano esplicitamente e pubblicamente se sono disposti a convenire su un&#8217;agenda da affidare, poi, ai gruppi parlamentari».
Intervista a Pier Luigi Bersani di Federico Geremicca - La Stampa
E&#8217; chiaro che con l&#8217;anno che comincia bisogna darsi un metodo&#8230;». Un metodo, dice Pier Luigi Bersani: che semplifichi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-11182" title="logo-stampa" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/logo-stampa.jpg" alt="logo-stampa" width="255" height="36" /><img class="alignright size-full wp-image-11183" title="bersani-34" src="http://www.lucasani.it/wp-content/uploads/2012/01/bersani-34.jpg" alt="bersani-34" width="142" height="107" /></p>
<h3><strong><em>«Insomma: penso che sia ora che i leader dei partiti dicano esplicitamente e pubblicamente se sono disposti a convenire su un&#8217;agenda da affidare, poi, ai gruppi parlamentari».</em></strong></h3>
<p>Intervista a <strong>Pier Luigi Bersani</strong> di Federico Geremicca - La Stampa</p>
<p>E&#8217; chiaro che con l&#8217;anno che comincia bisogna darsi un metodo&#8230;». Un metodo, dice <strong>Pier Luigi Bersani</strong>: che semplifichi il lavoro del governo nel suo confronto con i partiti e renda più trasparente il rapporto tra i partiti e tra loro e il Parlamento. Il tutto, naturalmente, per lavorare meglio e di più.<span id="more-11181"></span><br />
Così, chi temeva (o sperava) di trovare alla ripresa un Bersani dubbioso circa le scelte fatte - e magari tentato da un qualche disimpegno ora sa come stanno le cose. Si va avanti ventre a terra, perché il Paese ne ha bisogno e soluzioni migliori all&#8217;orizzonte per ora non ce ne sono. Naturalmente, bisogna cambiar passo. Prima di tutto in Europa, ma anche qui da noi: bisogna accelerare sul versante della crescita e correggere qualcosa di quanto fatto (sulle pensioni, per esempio). Ma sono soprattutto certi veti europei a preoccupare il leader del Pd, che dice: «Veti ideologici&#8230; La globalizzazione ha imposto una ideologia nuova e micidiale: in economia i mercati hanno sempre ragione, in politica ognuno difenda se stesso. Bene, per quanto mi riguarda non può essere così».</p>
<p><strong>E&#8217; un po&#8217; che lei sembra più preoccupato da certe dinamiche europee che da quanto accade qui da noi.</strong><br />
«Non è precisamente così, ma è importante ricordare come da questa crisi si esce un passo dietro l&#8217;altro, e muovendo tutte e due le gambe. La gamba italiana il suo lo sta facendo, è ora che si muova quella europea».</p>
<p><strong>Che è ferma, invece.</strong><br />
«L&#8217;universo degli economisti, degli osservatori e del mondo politico conviene sul fatto che non siamo su una strada corretta. In Europa ancora non facciamo gesti inequivocabili che dicano: difenderemo l&#8217;euro, di qui non si passa. Questo messaggio non è arrivato: anzi, non è neanche partito. Ora abbiamo un po&#8217; di tempo per farlo: con gesti che non possono essere solo il pur importante bricolage di rafforzamento della disciplina dei bilanci».</p>
<p><strong>E cosa pensa?</strong><br />
«A tre questioni. La prima: accelerare sul fondo salvastati, rendendolo credibile e dotandolo di risorse. Finché non saremo lì bisogna consentire maggiore possibilità di intervento alla Bce. La seconda: teniamola pure sullo sfondo, ma la partita degli eurobond deve essere avviata (un&#8217;anticipazione potrebbe essere, come chiede Monti, una emissione europea dedicata agli investimenti). La terza: nonostante quel che dicono gli inglesi, sempre tanto preoccupati per la city - ma noi non possiamo mangiare pane e city, perché alla fine non ci sarà più neanche il pane -, è ora che la finanza paghi qualcosa di quel che ha provocato. Insomma, una tassa sulle transazioni finanziarie va allestita».</p>
<p><strong>Non chiede poco.</strong><br />
«Qualcosa di questo deve essere messo in moto. E senza che il giorno dopo, con una intervista o della Merkel o di Sarkozy, si dica: abbiamo scherzato. Perché è così che è andata fino a oggi, anche se tutti sanno che senza una qualche mossa di questo genere finiamo nei guai. Tutti: Germania compresa. Allora: perché non si fanno queste cose?».</p>
<p><strong>Già, perché non si fanno?</strong><br />
«Lo dico da due anni: il problema è ideologico. Che le ideologie siano morte è uno dei grandi inganni degli ultimi decenni. Forse sono morte quelle vecchie&#8230; Ma con la frusta della globalizzazione, sull&#8217;Europa è calata una nuova ideologia, interpretata dalla destra e subita troppo passivamente dalla sinistra. Una ideologia di ripiegamento, difensiva, corporativa, che dice: in economia i mercati hanno sempre ragione, in politica ognuno faccia gli affari suoi».</p>
<p><strong>E quindi?</strong><br />
«Quindi occorre anche una battaglia politica. Io credo molto a una piattaforma dei progressisti europei, e su questo abbiamo già fatto molti incontri. E&#8217; già fissato un appuntamento a marzo, in Francia, per avviare un&#8217;offensiva su questo tema. E&#8217; ora che qualcuno dica alle opinioni pubbliche europee che da solo non si salva nessuno».</p>
<p><strong>E l&#8217;Italia?</strong><br />
«Le forze che sostengono Monti - che dovrebbe andare in Europa a dire che c&#8217;è un Parlamento anche qui e non solo in Germania - possono affermare: abbiamo il 5% di avanzo primario e faremo il pareggio di bilancio nel 2013, cosa che non fa nessuno. Insomma, noi abbiamo dato: e a questo punto o c&#8217;è un altro passo europeo o non è che possono pensare di trattarci come la Grecia&#8230;».</p>
<p><strong>Vuoi forse dire che in Italia non c&#8217;è altro da fare?</strong><br />
«C&#8217;è moltissimo da fare. Ma all&#8217;Italia, dopo quanto già fatto, non possono esser chieste altre manovre, magari recessive. Possono sollecitarci ad andare avanti in un processo di riforme, cioè di messa in efficienza del sistema. Politiche di crescita, insomma. E qui, è chiaro, abbiamo un campo enorme di cose da fare».</p>
<p><strong>Crede che la politica, cioè il rapporto tra i partiti e il governo, lo permetterà? Insomma, quanto si può continuare così, con distinguo più o meno quotidiani?</strong><br />
«Adesso che si imposta il lavoro di un anno, bisogna stabilire un metodo. Che secondo me è fatto di tre punti. Sulle questioni europee e internazionali, Monti può trovare un rapporto diretto con i segretari dei partiti che gli consenta di rappresentare posizioni unitarie e nazionali su punti strategici; poi, occorre un modo ordinario e ordinato di avere una sede tra governo e gruppi parlamentari che consenta di costruire l&#8217;agenda di lavoro e renderla effettiva; infine, bisogna prendere una iniziativa - e io farò la mia parte - per definire un&#8217;agenda per riforme istituzionali e costituzionali: per altro, sulla modifica dei regolamenti parlamentari, sul bicameralismo e la riduzione dei membri di Camera e Senato c&#8217;è un lavoro sedimentato. Anche sulla legge elettorale si è cominciato a lavorare. E&#8217; chiaro, inoltre, che questa terza questione accentuerebbe la stabilità del governo.  Insomma: penso che sia ora che i leader dei partiti dicano esplicitamente e pubblicamente se sono disposti a convenire su un&#8217;agenda da affidare, poi, ai gruppi parlamentari».<strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Un&#8217;ultima domanda sulla Consulta e sul referendum. Che decisione auspica? E pensa anche lei che un sì al voto destabilizzerebbe il governo?</strong><br />
«Quel che auspico è che, referendum o non referendum, si arrivi ad una nuova legge elettorale meditata e migliore di quella pessima che abbiamo oggi. Anche un ritorno al &#8220;mattarellum&#8221; sarebbe meglio, ma l&#8217;esperienza ha dimostrato che quel sistema non è perfetto. Quanto a eventuali crisi, dico solo questo: penso che finché non saremo messi su binari solidi, abbiamo bisogno di non prendere la responsabilità di destabilizzare il Paese in un momento così. Non sarebbe capito da nessuno, né qui né in giro per il mondo&#8230;».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucasani.it/2012/01/09/politica-bersani-%c2%abora-i-partiti-siano-coinvolti-di-piu%c2%bb/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>

